Fucino, agricoltori senza servizi

16 Marzo 2016

I dipendenti ex Arssa: disagi e problemi dalla riorganizzazione del dipartimento

AVEZZANO. Il trasferimento del dipartimento agricoltura rischia di paralizzare l’attività delle imprese del Fucino. I dipendenti dell’ex Arssa non hanno alcun dubbio: con la riorganizzazione del dipartimento ad avere disagi saranno per lo più i contadini che rimarranno senza un punto di riferimento. «Non è possibile sottacere il disagio che stanno avvertendo gli agricoltori a causa della riorganizzazione del dipartimento», hanno spiegato i dipendenti dell’ex Arssa, «tanto più perché esso non tiene conto delle peculiarità di questo articolato contesto produttivo, contraddicendo, così, le raccomandazioni che in tal senso vengono dalle politiche europee e disattendendo gli impegni stabiliti dal legislatore regionale che aveva deciso l’istituzione di due servizi su Avezzano, mirati a garantire una gamma di prestazioni dirette alla salvaguardia fitosanitaria. I lavoratori lamentano questa promessa disattesa e soprattutto il trasferimento del servizio a Cepagatti. «Restano inascoltate le proteste, oltre che dei dipendenti, delle associazioni di categoria, che non sono ormai in grado di fronteggiare da sole la domanda di servizi al territorio del Fucino», hanno concluso i dipendenti, «si continua a intaccare pesantemente il supporto tecnico a un ambito produttivo centrale per il destino dell’agroalimentare della regione. È dovere dell’istituzione regionale dare risposta a questo appello: non c’è più tempo per attese e polemiche, la misura è ormai più che colma». Sulla vicenda sono intervenuti anche i consiglieri provinciali Felicia Mazzocchi e Gianluca Alfonsi sottolineando che: «la ristrutturazione aveva previsto almeno due servizi, presidi tecnici di supporto al settore agricolo e quello territoriale agricolo dell’Abruzzo ovest, ex ispettorato agrario. È sotto gli occhi di tutti che questi servizi non ci sono, al loro posto via via una scatola vuota con professionisti di datata esperienza trasferiti all’Aquila. Ma davvero la cosa più importante è affidare al Comune di Avezzano i luoghi storici di Villa Torlonia, fulcro della nascita dell’agricoltura fucense, per fare inutile scena e destinarli ad altro?». (e.b.)

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