Fucino, bufera al Consorzio “Scomunica” di Coldiretti

2 Febbraio 2018

Il presidente Volponi prende le distanze da Di Berardino e dalla sua maggioranza: «Accordi mai sottoscritti, non hanno nulla a che vedere col mondo agricolo»

AVEZZANO. La Coldiretti prende le distanze dalla nuova maggioranza del Consorzio di bonifica ovest e “scomunica” il confermato presidente Gino Di Berardino, colpevole di aver condotto la trattativa che ha portato al ribaltone. Massimiliano Volponi, direttore provinciale L’Aquila-Teramo di Coldiretti, prende nettamente le distanze dalla nuova maggioranza consortile. «Nella seduta del consiglio dell’Ente», scandisce Volponi, «la Coldiretti ha espresso chiaramente la netta contrarietà verso la nascita della costituenda nuova maggioranza che si è formata nel Consorzio di bonifica ovest, in quanto non rispettosa degli accordi sottoscritti all’inizio del mandato e, cosa ancor più grave, perché la stessa è stata costruita in sede che nulla ha a che vedere con il mondo agricolo e con la rappresentanza dei consorziati». Per Volponi, quindi, la nascita della nuova governance al Consorzio è passata sulla testa degli addetti ai lavori. «Non era quello il percorso da fare per trovare la quadra giusta per il rinnovo degli organi di governo dell’Ente», conclude il direttore provinciale, «per tali ragioni Coldiretti non fa parte di questa maggioranza».
Sull’altro versante Confagricoltura plaude al nuovo corso, «poiché», afferma il presidente provinciale, Fabrizio Lobene, «con questo assetto è stata restituita dignità al mondo agricolo che alle elezioni avevano votato in massa per la nostra lista: ben il 60% dei voti, la maggioranza assoluta. Ora giustizia è fatta, siamo aperti a qualsiasi tipo di sollecitazione del mondo agricolo, e auguro un buon lavoro alla nuova maggioranza che guida il Consorzio di bonifica ovest».
Nella nuova maggioranza, sempre guidata da Gino Di Berardino, con al fianco il riconfermato Vincenzo D’Elia, Confagricoltura ha piazzato due rappresentanti, Dario Bonaldi (vice presidente) e Giancarlo Di Pasquale, mentre Mario Mancini rappresenta la minoranza.
Sulla questione è intervenuto anche il presidente del consiglio regionale. «L’auspicio è che in questi Enti, per quanto possibile, si formino governi rappresentativi del mondo agricolo», afferma Giuseppe Di Pangrazio, «qualora la situazione non lo consenta, per non bloccare l’azione amministrativa occorre fare delle scelte».
Ora la nuova maggioranza è chiamata a ridare impulso all’azione dell’Ente semi paralizzato negli ultimi mesi proprio per i contrasti legati alla partita del rinnovo che non trovava la quadra giusta. L’ingresso al tavolo di Confagricoltura ha sparigliato le carte mettendo fuori gioco la Cia, mentre Coldiretti si è chiamata fuori.
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