Fucino, Coldiretti: «Ora lo stato di calamità»

1 Settembre 2023

Il direttore Roselli: «Abbiamo chiesto alla Regione di aprire un tavolo con le compagnie assicurative» 

CELANO. «Aspettiamo ancora l’approvazione della deroga per lo stato di calamità da parte della Regione Abruzzo». Con queste parole il direttore della Coldiretti L’Aquila, Domenico Roselli, rilancia il dibattito sui fondi a sostegno degli agricoltori del Fucino colpiti dalle alluvioni della scorsa primavera. Il governo, tramite la Regione Abruzzo, ha destinato poco più di quattro milioni alle province di Pescara, Teramo e Chieti per i danni subiti dal maltempo. Che, come precisato dal governatore Marco Marsilio e dall’assessore Emanuele Imprudente, riguardavano la richiesta dello stato d’emergenza per i danni causati dal dissesto idrogeologico. «I quattro milioni di ristoro ricevuti qualche giorno fa per le altre tre province abruzzesi, sono briciole», sostiene Roselli, «Abbiamo chiesto alla Regione Abruzzo di aprire un tavolo con le compagnie assicurative, al fine di creare una convenzione con gli agricoltori del Fucino, oggi per lo più scoperti da polizze contro i danni, a causa dei costi eccessivi delle stesse». Sembrerebbe proprio questo il nodo da risolvere sul quale sono al lavoro gli uffici di Palazzo Silone, perché la legge nazionale parla chiaro: per poter effettuare richiesta di risarcimento danni alle colture e richiesta di stato di calamità, è necessario che gli agricoltori abbiano delle polizze assicurative private attive, al fine di poter coprire qualora siano riconosciuti, i danni causati. «Ad oggi», spiega ancora Roselli, «è necessaria una progettazione seria e concreta per diminuire i rischi, naturalmente fin dove è possibile. Queste tempeste (tropicali), che si sono abbattute nei primi giorni di giugno nella Marsica, sicuramente il prossimo anno si potranno ripresentare; il clima sarà sempre peggiore. È necessario», chiosa il direttore della Coldiretti provinciale, «per aiutare tutti gli agricoltori, che la Regione inizi a trovare soluzioni preventive e non di soccorso». La polemica si è scatenata dopo che il Fucino, così come il resto della provincia dell’Aquila, era rimasto fuori dagli aiuti del governo. Anche Confagricoltura aveva rivendicato sostegni per il comparto, colpito da un crollo della produzione di oltre il 30 per cento per una perdita complessiva che sfiora i 50 milioni di euro. (l.p.)
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