Fucino da riallagare, idee a confronto

27 Agosto 2017

Tagliacozzo, il piano del professor Giannini. L’ex assessore Sciarretta: «Solo un’ipotesi romantica»

TAGLIACOZZO. Proposte, commenti e anche suggestioni attorno alla storia e all’ipotesi di riallagare una parte del Fucino. L’incontro nella sala consiliare del Comune di Tagliacozzo, preceduto in questi giorni da un ampio dibattito, è stato organizzato dall’Associazione culturale marsicana. Il tema in questione era “Migliorare la climatologia del Fucino”. Relatore è stato il professor Giorgio Giannini, studioso e storico. Lo scrittore, nell’incontro moderato dal presidente dell’associazione, Emanuele Nicolini, ha sottolineato la necessità di interventi per mitigare il clima sull’altipiano che ha ospitato il lago fino al 1875-1876 (anni in cui fu completato lo svuotamento avviato dal principe Torlonia). Il professor Giannini ha parlato di un «ripristino graduale di un piccolo lago», eventualmente nella zona del Bacinetto, come era stato già previsto sia dagli ingegneri romani al tempo del prosciugamento effettuato sotto l’imperatore Claudio, sia nel progetto attuato da Torlonia. «Però», ha aggiunto Giannini nel corso del suo intervento, «sono i politici che devono decidere cosa fare. Si potrebbe rimboschire parecchia parte della Marsica e si potrebbe riprendere a coltivare le piante da frutta, oltre alla vite è all’ulivo, che un tempo abbondavano. È necessario un convegno con esperti climatologi», ha però evidenziato, «soprattutto politici, perché sono loro che ci indicano se c’è o meno la volontà di fare qualcosa per migliorare il clima e rendere tutta la zona più vivibile, con un turismo interessato ai beni archeologici e architettonici». Alla fine del dibattito è intervenuto l’ex assessore regionale all'Agricoltura, Francesco Sciarretta, secondo il quale «si tratta di un’ipotesi romantica ma assolutamente inattuabile, neanche parzialmente, perché nel Bacinetto ormai insistono tante aziende agricole strutturate, numerose realtà e anche Telespazio. Parliamo di 35 chilometri quadrati e 50 milioni di metri cubi di acqua. Pensare di riallagare quei terreni oggi coltivati in maniera intensiva è un’utopia perché ci sarebbe una rivolta popolare». Al di là della concretezza dell'ipotesi di riallagamento, l’incontro ha avuto il merito di riaprire un vecchio dibattito attorno al Fucino.
Nei giorni scorsi avevano espresso il proprio dissenso contro un simile progetto le associazioni agricole, l’assessore comunale di Avezzano, Kathia Alfonsi, e il presidente del consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio. (p.g.)
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