Fucino e pericoli, riflettori accesi

Convegno all’ex Arssa sui problemi da affrontare nel comparto agricolo. Oggi la giornata conclusiva
AVEZZANO. Nuovo corso nel settore agricolo, dove la scarsa sensibilità politica, con l’aggiunta di criticità organizzative e di collegamento tra i vari decisori ai diversi livelli, nonché le virosi e i parassiti che attaccano le colture, mettono a rischio il futuro di un comparto di primaria importanza. Ed evidenziano la necessità di un cambio di rotta in ambito regionale, nazionale e comunitario. Qui, il nuovo Pac 2021-2027 (Politica agricola comune), complici anche le imminenti elezioni europee, rischia di partire in ritardo. Il primo assaggio del convegno all’ex Arssa, “Il controllo delle avversità emergenti delle principali colture del Fucino”, organizzato da Omnia qualità, con esperti di alto livello, a partire dal capo dipartimento delle politiche europee del Mipaaft, Giuseppe Blasi, ha svelato agli addetti ai lavori farraginosità e debolezze del sistema. Spunti sono arrivati “Sulla legislazione fitosanitaria: criticità nella difesa delle colture”. Minacce vecchie e nuove riportano alla ribalta la necessità di riaprire l’ufficio fito-patologico, accentrato a Pescara ai tempi della soppressione dell’ex Arssa. Oggi, dalle 9.50, all’ex Arssa, la parte finale: Maria Assunta Scotillo relazionerà sui patogeni da quarantena nel Fucino; Gianfranco Romanazzi sulle “Alternative al rame nella difesa delle colture ortive”; Daniela Spera sui possibili rimedi “Dal suolo la risorsa per il contrasto delle avversità”; Marika Pellegrini “Sull’impiego dei microrganismi come biostimolanti e agenti di biocontrollo per la salute della pianta”. Sul versante qualità l’intervento di Giuseppe Ciotti: “La gestione delle avversità in regime di qualità; il sistema di qualità nazionale di produzione integrata”. (m.s.)
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