Fucino, in arrivo altri 248 braccianti dal Marocco

2 Giugno 2020

Domani atterra a Pescara il secondo volo da Casablanca. Presto anche una nave Quelli già sbarcati, finita la quarantena, operativi sui campi da venerdì

AVEZZANO. Ultimi giorni di quarantena per la prima tranche di braccianti agricoli arrivati coi voli charter dal Marocco organizzati da Confagricoltura: i lavoratori sottoposti al tampone Covid risultato negativo torneranno a lavorare nelle 40 aziende del Fucino da venerdì, mentre domani, all’aeroporto di Pescara, atterreranno altri 2 voli charter con a bordo 248 braccianti in arrivo da Casablanca. Per l’inizio della raccolta, quindi, almeno le aziende che hanno scommesso sui primi voli, potranno contare sui braccianti agricoli marocchini.
FUCINO NON ATTIRA ITALIANI. Per far fronte alla carenza di lavoratori (3.500 braccianti) nella fase più calda, Confagricoltura ha attivato pure il portale Agrijob, ma la risposta degli italiani non è andata al di là delle 300 candidature: meno della metà trasformate in contratto di lavoro nelle aziende del Fucino. «L’operazione per far rientrare i lavoratori dal Marocco su larga scala con i voli charter pagati dagli imprenditori (211 mila euro)», afferma Stefano Fabrizi, direttore di Confagricoltura L’Aquila, «è stata l’unica in Italia: vi sono stati rientri agli aeroporti di Fiumicino e Malpensa, ma solo di pochi lavoratori che hanno trovato posto in voli umanitari organizzati dall’ambasciata a Rabat per far rientrare cittadini italiani».
QUATTRO VOLI CHARTER. Salgono a quattro, quindi, i voli in arrivo dal Marocco per alleviare la fortissima carenza di manodopera generata dall’emergenza Covid che ha fatto scattare la chiusura dei confini anche col paese nordafricano, il maggior serbatoio di lavoratori per i campi del Fucino, accolti a braccia aperte dagli imprenditori. «Abbiamo fatto rientrare complessivamente 496 lavoratori dal Marocco», sottolinea Fabrizi. «Di questi, 474 richiesti da 75 aziende del Fucino e 22 da 7 imprenditori delle province di Vicenza, Mantova, Salerno, Perugia e Campobasso. Le discussioni all’interno delle forze di governo sulle soluzioni della mancanza di manodopera nei campi ci hanno fatto perdere molto tempo e hanno causato gravi danni agli agricoltori italiani che hanno dovuto distruggere i raccolti. Tedeschi, francesi e spagnoli hanno risolto il problema già dalla metà del mese di aprile. In ogni caso abbiamo il dovere di ringraziare la nostra ambasciata a Rabat, in particolare l’ambasciatrice Barbara Bregato, e il vice capo missione, il consigliere Matteo Romitelli, che ci hanno tenuto informati quotidianamente sulla loro azione diplomatica nei confronti delle autorità marocchine e sulle procedure necessarie per favorire la mobilità dei lavoratori».
Ora, con il graduale allentamento delle restrizioni tra gli Stati, le operazioni di rientro sono un po’ più semplici. «Occorre, però, considerare», aggiunge Fabrizi, «che dal Marocco sono pronti a rientrare nei loro posti di lavoro decine di migliaia di lavoratori agricoli e i tempi dei trasferimenti sono destinati ad allungarsi».
ALTRI ARRIVI. Sull’asse Casablanca-Pescara, intanto, si profilano altri voli charter «per soddisfare le nuove richieste di altre aziende del Fucino», evidenzia Fabrizi, «ma, soprattutto, di quelle che provengono dalle altre province d’Italia». Con il graduale allentamento delle restrizioni, gli extracomunitari arriveranno presto anche via mare, però non sui barconi dei disperati. «Le autorità marocchine», conclude il direttore di Confagricoltura, «hanno autorizzato la partenza di una nave organizzata dall’ambasciata d’Italia che partirà il 16 giugno dal porto di Tangeri con arrivo a Genova. Qui potranno trovare posto quei lavoratori che si sono prenotati in precedenza presso l’ambasciata italiana a Rabat e al consolato generale di Casablanca. La registrazione va fatta sul portale: https://gnv.it/fr/rapatriements-16-juin.html».
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