Fucino, pronte misure anti-siccità Si teme un’estate come nel 2007

16 Aprile 2022

Fabrizi (Confagricoltura): «Il protocollo prefettizio entrerà in vigore nella prima decade di maggio con il blocco dell’irrigazione la domenica, ma se sarà necessario verrà anticipato al sabato»  

AVEZZANO. La lezione del 2007 non è servita a nulla. Quell’anno una siccità record falcidiò le coltivazioni, mandando in fumo un anno di sacrifici di migliaia di aziende agricole del Fucino. Una classe politica lungimirante si sarebbe dovuta subito attivare per risolvere una volta per tutte il problema dell’irrigazione dell’intero comprensorio. Invece si è punto e daccapo. Con il timore, si spera infondato, da parte degli imprenditori agricoli, che il dramma vissuto 15 anni fa possa ripetersi. Le condizioni meteorologiche di questo inizio anno, con neve e piogge sempre più rare, lasciano pochi margini all’ottimismo. Certo, agli agricoltori del Fucino l’incubo della siccità estiva si sarebbe potuto risparmiare se l’impianto irriguo, per il quale erano disponibili 50 milioni dei fondi del Masterplan, fosse stato già realizzato. Ma quei soldi il governo li ha utilizzati, d’accordo con la Regione, per fronteggiare l’emergenza Covid-19, con l’impegno che sarebbero stati restituiti non appena sarebbe stato redatto il progetto esecutivo. Che ancora purtroppo non si vede. Come se lo spettro della siccità non bastasse, sugli agricoltori quest’anno si è abbattuta un’altra tegola: l’esorbitante costo energetico. Il Consorzio di bonifca ovest, per garantire l’acqua necessaria per irrigare i campi deve sollevarla, attivando quattro giganteschi idrovore, dal cosiddetto Bacinetto a Borgo Ottomila e riversarla nel collettore centrale. Idrovore che risalgono agli anni Cinquanta del Novecento. C’è poi il concreto rischio che a pagare il maggiore costo di questo pompaggio siano le aziende agricole, attraverso l’aumento del canone. Il commissario del Consorzio di bonifica, Danilo Tarquini, giorni fa, in un incontro con le associazioni di categoria, l’ha già adombrato. Ogni decisione però sarebbe stata rinviata alla fine di agosto. Intanto, nella speranza che non arrivi la mazzata finale con le gelate, come quelle avvenute il 25 aprile 2017 e il 20 aprile 2019, che hanno distrutto le coltivazioni, vengono adottate alcune misure che possano aiutare gli imprenditori agricoli a mandare avanti l’attività. «A partire dalla prima decade di maggio», ricorda il direttore della Confagricoltura L’Aquila, Stefano Fabrizi, «verrà attivato il protocollo prefettizio che prevede il blocco dell’irrigazione la domenica. E se sarà necessario anche il sabato. Il Consorzio di bonifica, a sua volta, ha predisposto due progetti: uno, nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che prevede opere di ripulitura dei canali del Fucino e l’altro che prevede opere di manutenzione e di messa in sicurezza dell’edificio che contiene le idrovore in località Borgo Ottomila. Per l’attuazione di quest’ultimo progetto, il Consorzio conta di ottenere i fondi dalla Regione Abruzzo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA