Fucino, scarichi e allarmi L’ira di Confagricoltura
Lobene invoca il confronto con 11 sindaci marsicani e coi rappresentanti regionali Fabrizi: «Gli imprenditori parte lesa». Si sollecitano soluzioni per i depuratori
AVEZZANO. Le emergenze ambientali nel Fucino non sono più tollerabili. Gli scarichi abusivi vanno combattuti, il sistema di depurazione va reso efficiente. È la sintesi di quanto chiede Fabrizio Lobene, presidente provinciale di Confagricoltura L’Aquila, in una lettera inviata al sottosegretario alla presidenza della giunta regionale, Mario Mazzocca, al presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, all’assessore Lorenzo Berardinetti, ai consilgieri regionali Maurizio Di Nicola, Gianluca Ranieri ed Emilio Iampieri e ai sindaci di Avezzano, Luco, Trasacco, Ortucchio, Lecce nei Marsi, San Benedetto dei Marsi, Pescina, Collarmele, Cerchio, Aielli e Celano, oltre a Cam, Consorzio di bonifica, Arap ed Ersi. L’allarme è scattato dopo il recente fenomeno di inquinamento in alcuni tratti dei canali del Fucino, che sta provocando un disastro ambientale con la morìa di quintali di pesci.
«È ormai ineludibile», afferma Lobene, «il vostro impegno e quello degli altri Enti territoriali preposti alla depurazione delle acque reflue ad affrontare e risolvere questa grave emergenza ambientale del Fucino, come non più tollerabile il disimpegno a perseguire gli scarichi che quotidianamente danneggiano le nostre fonti di approvvigionamento per l’irrigazione dei campi. Chiedo con forza che Mazzocca organizzi un incontro per informare sullo stato di funzionamento dei depuratori esistenti, i tempi di realizzazione delle opere di adeguamento degli stessi ampiamente pubblicizzate, le iniziative di vigilanza sugli scarichi abusivi. Richiamo i sindaci sul loro indifferibile compito sul tema delle emergenze sanitarie e di igiene pubblica atteso che questa organizzazione, a tutela degli interessi delle imprese agricole, non è più disposta a tollerare carenze di iniziative sul fronte ambientale».
Il direttore di Confagricoltura, Stefano Fabrizi, evidenzia che «gli agricoltori del Fucino sono parte lesa e subiscono tutte le conseguenze negative di questa inerzia, ma sono anche cittadini e devono impegnarsi di più affinché il problema venga messo sull’agenda politica dei sindaci, il cui ruolo, tra l’altro, è quello indifferibile di salvaguardare la salute dei cittadini occupandosi di emergenze sanitarie e igiene pubblica. Siamo profondamente delusi dall’operato dei sindaci e degli assessori delegati che si mostrano totalmente disattenti sull’operato degli Enti preposti alla gestione dei depuratori: Cam e Arap».
«Vogliamo loro ricordare», aggiunge Fabrizi, «che sulle bollette del Cam i cittadini pagano una somma importante per la gestione delle fognature e della depurazione. La vigilanza sugli scarichi abusivi va potenziata analogamente allo spargimento dei rifiuti. Ci piace che i sindaci si occupino del decoro urbano, ma la depurazione delle acque reflue non può essere trascurata perché avviene normalmente al di fuori dei centri urbani. Tra l’altro la depurazione passa attraverso la corretta gestione del sistema fognario ed è ora che venga adeguato con importanti e consapevoli investimenti. L’agricoltura del Fucino e il turismo costiero vivono di ambiente. Non intervenire significa perdere opportunità di lavoro, occupazione e reddito per tutti».
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