Fucino, si temono danni enormi per la siccità

2 Luglio 2022

L’altra protesta. I proprietari dei terreni distanti dai canali costretti a sostenere spese enormi per irrigare

SAN BENEDETTO DEI MARSI. La siccità e la distanza del fondo agricolo dai canali sono i due nemici contro cui gli agricoltori del Fucino stanno in questo momento combattendo per non vedere andare in fumo un anno di sacrifici. A tracciare un quadro della situazione è Salvatore Di Benedetto, un imprenditore agricolo di San Benedetto dei Marsi. «Poiché l’acqua delle sorgenti, per la mancanza quest’anno di piogge e di neve, è quasi inesistente», rileva l’imprenditore, «per irrigare i campi dobbiamo utilizzare l’acqua che il Consorzio di bonifica ovest riversa nei canali dopo averla pompata dai pozzi, una ventina, disseminati lungo la Circonfucense. Ovviamente gli imprenditori il cui terreno è a ridosso dei canali sono enormemente avvantaggiati. Possono infatti pompare agevolmente con i trattori l’acqua che serve e irrigare i campi. Quelli invece la cui proprietà è distante dai canali, per arrivarci devono servirsi di tubi, anche per più chilometri. Così non solo si perde tempo prezioso, ma vi è un notevole aggravio delle spese. Per farla breve, chi è vicino all’acqua la sfrutta, chi sta lontano non riesce ad irrigare. Ben diversa è la situazione dell’area compresa tra Avezzano e Celano, dove il Consorzio di bonifica, che sta lavorando per fronteggiare l’emergenza, ha realizzato un impianto irriguo grazie al quale l’acqua viene distribuita equamente attraverso tubature sotterranee. Purtroppo l’area che usufruisce di tale impianto si aggira su 1.600 ettari, a fronte dei quasi 14.000 ettari dell’intera piana. La madre di tutti i problemi, dunque», sottolinea Di Benedetto, «è l’assenza dell’impianto irriguo per il quale erano stati stanziati 50 milioni. Soldi che sarebbero stati dirottati dal governo sul fronte dell’emergenza Covid. Ma il Fucino ha assoluto bisogno di quell’impianto. Con esso la distribuzione dell’acqua coprirebbe l’intera superficie del Fucino e ciò avverrebbe senza penalizzare alcuno. Cesserebbero così le recriminazioni e per gli agricoltori del Fucino inizierebbe una nuova stagione senza l’incubo della siccità estiva». (n.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .