Fucino sott’acqua, prime misure «Devastato il 40% delle semine»

23 Maggio 2023

Dieci Comuni sollecitano la richiesta di stato di calamità. Verrecchia: «La Regione ha avviato verifiche» Sospeso fino al prossimo 30 giugno lo speciale protocollo d’intesa che regola l’irrigazione dei campi 

AVEZZANO. Sospesi fino al 30 giugno gli effetti del protocollo d’intesa per la gestione della siccità nel Fucino siglato lo scorso 8 marzo. La cabina di regia composta da dieci Comuni – Avezzano, Aielli, Celano, Cerchio, Collarmele, Luco dei Marsi, Ortucchio, Pescina, San Benedetto dei Marsi e Trasacco – ha inoltre espresso all’unanimità la necessità di «avanzare la richiesta di calamita naturale alla Regione Abruzzo dopo il maltempo dei giorni scorsi che ha compromesso le semine e le scorte in magazzino generando enormi perdite per gli agricoltori della piana». È quanto deciso nel vertice convocato ieri pomeriggio in prefettura all’Aquila, al quale hanno preso parte anche il presidente e il commissario del Consorzio di bonifica ovest e i rappresentanti di Confagricoltura, Coldiretti e Cna. Vertice richiesto con carattere d’urgenza dal sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, proprio per valutare di «sospendere gli effetti dell’accordo viste le copiose precipitazioni con allagamenti diffusi anche nel Fucino» e per andare incontro alle esigenze degli agricoltori «che non avendo potuto ancora seminare a causa delle piogge, potrebbero avere la necessità di acqua proprio nel fine settimana per avviare la germinazione, qualora il tempo lo consenta». Le ordinanze anti-irrigazione dovranno quindi essere sospese fino al 30 giugno con gli agricoltori che potranno tornare a irrigare senza divieti. Così come sottoscritto, il protocollo siccità vieta di irrigare i terreni la domenica dal primo al 31 maggio e dalle 12 del sabato fino alle 5 del lunedì dal primo giugno al 22 agosto.
La cabina di regia tornerà tuttavia a riunirsi il 20 giugno per valutare la situazione meteo in divenire. «Si tratta di un incontro preliminare per valutare se prolungare lo stop o ripristinare il divieto», ha commentato l’assessore avezzanese Emilio Cipollone, «poiché tutto è legato all’evoluzione delle condizioni meteo».
Nel corso del tavolo si è parlato anche degli effetti negativi dell’eccessiva pioggia. Il 40% del seminato nel Fucino è infatti andato distrutto a causa degli allagamenti. Le situazioni più critiche si registrano a Luco, Trasacco, Avezzano e Ortucchio. Compromesse anche le scorte in magazzino, con i tuberi e le piantine da seminare oramai già germogliate e quindi non più utilizzabili. Una situazione per la quale la cabina di regia ha espresso all’unanimità la volontà di avanzare una richiesta di calamità naturale alla Regione Abruzzo.
Richiesta per la quale la Regione è già al lavoro. «L’assessore all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, sta istruendo la procedura per verificare i presupposti», fa sapere il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale Massimo Verrecchia, «c’è forte preoccupazione soprattutto per l’area del Fucino dove si registrano dati molto allarmanti ed è a rischio la coltivazione di patate, insalate, finocchi, carote, radicchio, cipolle e piselli».
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