Fucino, trema anche il mercato: «Produzione in calo fino al 30%»

Di Cicco (Opoa Marsia): «Dovremo fare i conti anche con una qualità più bassa dei nostri prodotti» Attese perdite ingenti per patate e ortaggi, anche la raccolta delle insalate è ormai compromessa
AVEZZANO. Non solo perdite per le tasche degli agricoltori, le piogge che continuano a scendere sui campi del Fucino avranno gravi ripercussioni anche sul mercato italiano dove mancheranno le produzioni del grande orto del Centro Italia.
ORTAGGI A RISCHIO
Il Fucino è il primo produttore italiano di patate e nel periodo estivo, in particolare tra luglio e agosto, è l’unico in grado di garantire le verdure estive, come diverse varietà di insalate. A tracciare un’analisi delle ripercussioni sul mercato nazionale degli ortaggi è Marco Di Cicco, direttore commerciale dell’Opoa Marsia. «Lo scorso anno con 4mila ettari di campi coltivati e 2milioni e mezzo di quintali di raccolto, il Fucino è stato il primo produttore di patate in Italia. Secondo una prima stima quest’anno avremo un calo della produzione tra il 25 e il 30 per cento», spiega Di Cicco, «tuttavia per avere numeri certi sulle perdite bisognerà aspettare ancora, molti campi sono tuttora allagati ed è impossibile entrare con i trattori, mentre qualche agricoltore è riuscito a riseminare. Numeri esatti, dunque, si potranno avere tra agosto e settembre. Certo è che oltre ad una minore produzione bisognerà fare i conti anche con una qualità inferiore. Ci sono stati anni in cui si è seminato fino a metà giugno, ma con produzioni ridotte e bassa qualità».
rischio importazione
Il secondo produttore di patate del Paese è l’Emilia Romagna, dove l’alluvione non ha di certo risparmiato le coltivazioni del tubero. L’Italia, dunque, rischia di dover importare dall’estero. In particolare da Nord Africa, Olanda e Germania. Perdite fino al 30 per cento, secondo il direttore commerciale dell’Opoa Marsia, potrebbero registrarsi anche per gli altri ortaggi tipici della piana. «La raccolta delle insalate dei primi 20 giugno di luglio è oramai compromessa», aggiunge Di Cicco, tracciando un quadro davvero preoccupante, «il radicchio, l’indivia riccia, la scarola e il pan di zucchero, tipiche produzioni del Fucino, mancheranno del tutto sul mercato nazionale del mese di luglio e se non smetterà di piovere anche di quello di agosto. Insomma si creerà un buco per la produzione nazionale: nei quattro mesi estivi», spiega il direttore commerciale dell’Opoa Marsia, «per via dell'altitudine e quindi di particolari condizioni climatiche il nostro territorio è l’unico produttore di verdure estive. Al momento, però, non siamo in grado di garantire le insalate a foglia che si raccolgono dalla prima settimana di luglio». Il protrarsi del maltempo rischia di avere ripercussioni anche sulle produzione di carote e quelle della famiglia del cavoli.
LA STIMA DEI DANNI
Intanto proseguono i sopralluoghi tra i campi allagati della funzionaria del dipartimento agricoltura della Regione per poter inoltrare la richiesta al governo per il riconoscimento della calamità naturale. Secondo le associazioni di categoria le piogge hanno causato nel Fucino perdite per 20 milioni di euro di sole anticipazioni colturali. Si tratta delle spese sostenute dagli agricoltori per seminare i campi. Spese che vanno dalla preparazione del terreno, quindi lavorazione con i mezzi e altre attrezzature agricole e concimazione, fino all'acquisto dei semi e delle piantine da mettere a dimora. La situazione tracciata dagli agricoltori è drammatica. Patate e carote sono marcite sotto terra, le piantine germogliate dal terreno si stanno ammalando o asfissiando, mentre le quelle stoccate nei magazzini e nelle celle frigorifere sono oramai da buttare.
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