Fucino, via libera ai braccianti Le associazioni: ne servono 800

3 Maggio 2023

Arrivano i primi nulla osta dalla prefettura dell’Aquila alle domande presentate alla fine di marzo La gran parte dei lavoratori stagionali proviene dai Paesi del Nordafrica. Si chiede di ampliare le quote

AVEZZANO. Le imprese agricole della Marsica possono tirare un primo sospiro di sollievo. Ieri mattina sono cominciate ad arrivare, da parte del ministero dell’Interno, tramite la prefettura dell’Aquila, i nulla osta rispetto alle domande presentate il 27 marzo scorso da parte delle associazioni di categoria e dai singoli imprenditori per potere fare arrivare, soprattutto dal Nordafrica, quei lavoratori stagionali di cui hanno assoluto bisogno.
LE STIME
Nel Fucino, per colmare la mancanza di manodopera, secondo le associazioni professionali, c’è bisogno almeno di 800 persone (e di un migliaio in tutta la provincia). In base al decreto flussi, le quote riservate dal ministero alle istanze di lavoro stagionale nel settore agricolo, presentate dalle organizzazioni professionali, ammontano a 22.000. Nella ripartizione territoriale, eseguita successivamente dal ministero del Lavoro, le quote assegnate alla provincia dell’Aquila sono state 91. Tra le associazioni di categoria si ha la percezione che, nonostante l’aumento del numero delle quote, rispetto allo scorso anno, non si riesca a soddisfare le esigenze degli imprenditori agricoli.
L’APPELLO
Da qui la necessita di un decreto flussi aggiuntivo, per altro previsto dalla legge. La procedura da seguire è molto complessa. «La domanda», spiega Eleonora Cieri, del servizio sindacale della Confagricoltura L’Aquila, «può essere presentata sia dalle associazioni di categoria che dai singoli datori di lavoro. E va inoltrata via telematica alla prefettura che ha un mese di tempo per esaminare la documentazione. Se accolta, viene rilasciato il nulla osta. E se ne dà notizia al datore di lavoro. Questi a sua volta informerà il lavoratore da assumere, che, nel caso nostro, risiede generalmente in Marocco, il quale dovrà recarsi all’ambasciata italiana per avere il via libera. Il viaggio in aereo è a sue spese». La data fissata per la presentazione delle domande scadeva il 27 marzo. La Confagricoltura L’Aquila ne ha presentate 80. «Stamani (ieri per chi legge, ndc)», ha detto Cieri, «ci hanno contattato numerosi imprenditori agricoli per informarci di aver ricevuto i nulla osta».
LA PROROGA
I datori di lavoro che non hanno presentato la domanda, oppure questa sia risultata carente di qualcuno dei requisiti richiesti, possono correre ai ripari. Il governo infatti ha concesso una proroga fino all’esaurimento delle quote. Non oltre però il 31 dicembre.
NUOVA misura?
«Anche i nostri iscritti hanno ricevuto i nulla osta relativi alle domande inoltrate la mattina del 27 marzo», ha dichiarato Domenico Roselli, direttore provinciale della Coldiretti L’Aquila. Come Coldiretti ne abbiamo presentate poco meno di 50, mentre, in autonomia, altrettante domande sono state presentate dalle nostre aziende. Avremmo potuto presentarne molte di più, ma siamo stati molto attenti ad accettare e inviare le domande. Con scrupolo abbiamo voluto verificare la correttezza formale e sostanziale delle domande presentate e valutato accuratamente la capacità dell’azienda richiedente di corrispondere un’adeguata retribuzione alle persone per le quali si è fatta domanda di flusso. E se la persona che si dovesse ospitare avrebbe avuto un’adeguata sistemazione abitativa. Complessivamente, a nostro parere, il Fucino ha bisogno di quasi 800 persone, ed è per questo che, come per il resto d’Italia, si rende necessaria una nuova misura di flussi».
LA PROPOSTA
La Confederazione agricoltori (Cia), anche se, al pari delle altre associazioni, ha presentato per conto dei propri associati le domande per usufruire del decreto flussi, propone un diverso tipo di organizzazione. «Ci rendiamo conto», ha detto Carmine Contestabile, dirigente Cia, «della difficoltà in cui alcuni dei nostri iscritti si trovano e della necessità di poter disporre di extracomunitari da impiegare nei campi. Ma con il decreto flussi il problema non si risolve. Troppo complessa la procedura. Pertanto finché non cambierà la legge, per gli imprenditori sarebbe molto meglio avvalersi di persone col permesso di soggiorno e messe in regola. Che risiedono qui da anni e conoscono il Fucino. Nel loro paese tornano solo per qualche mese, in estate. Cesserebbe cosi quell’affannosa ricerca di manodopera».
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