Fuga di gas, allarme in centro Chiuso corso Vittorio Emanuele

La polizia municipale ha subito transennato il tratto compreso tra piazza Duomo e i Quattro cantoni I disagi causati dalla rottura di un tubo in via del Guastatore durante i lavori per i sottoservizi
L’AQUILA. Centro storico blindato, dal primo pomeriggio di ieri, per una fuga di gas causata dalla rottura di un tubo in seguito ai lavori per i sottoservizi.
L’allarme è scattato intorno alle 13,30 e in pochi minuti i vigili del fuoco hanno individuato il punto del danno e hanno tamponato la situazione con una sorta di bypass. Questo ha permesso prima di tutto di evitare che il gas si espandesse in modo incontrollato e, secondariamente, che venisse sospesa l’erogazione del servizio. Nel frattempo, sono sopraggiunti i tecnici della società che sta lavorando per i sottoservizi e gli stessi tecnici della società che gestisce la fornitura del gas e tutto è stato messo in sicurezza.
L’incidente, probabilmente provocato dalla pressione di un mezzo sul terreno, si è verificato in via del Guastatore, uno dei vicoli di corso Vittorio Emanuele II, sul lato destro per chi procede verso la Fontana luminosa.
La risposta all’allarme è stata immediata. La polizia municipale ha subito bloccato il transito pedonale e di qualunque altro mezzo con transenne tra piazza Duomo e Palazzo Fibbioni ai Quattro cantoni. Questo per permettere ai mezzi degli operatori, camion ed escavatori, di potersi muovere liberamente. Non si tratta di lavori semplici, visto che molto probabilmente andranno avanti anche nella giornata di oggi.
Non ci sono state evacuazioni e la situazione pare sotto controllo, anche se non ci sono stati comunicati ufficiali che lo attestano, ma i cittadini hanno espresso subito forte preoccupazione.
Resta comunque il fatto, rilevato da molti, sulla necessità di ripristinare il prima possibile la situazione: questo in relazione agli interessi dei commercianti e di coloro che da questa mattina torneranno a frequentare il centro storico compresi i dipendenti delle Poste centrali e dei “comunali” che lavorano a Palazzo Fibbioni.
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