Fuksas all'Aquila: questa città deve ripartire dalla sua gente

21 Luglio 2014

L’architetto ha fatto visita del centro storico: “E’ importante che gli abitanti di questa città non l’abbandonino”

L'AQUILA. «Non sono voluto venire all'indomani del terremoto, perché non l'ho ritenuto opportuno. Lo faccio in questo momento di calma e apparente normalità. Se posso dare una aiuto alla rinascita della città, sarò felice di farlo». Con queste parole il grande architetto Massimiliano Fuksas, “firma” di opere come la Vienna Twin Tower e del Palalottomatica di Roma, il Peace Center di Jaffa, la sede della Ferrari a Maranello, insignito con il Premio Ignazio Silone nel 2011, si è rivolto al sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, che ieri lo ha accolto a piazza Duomo, insieme al vicesindaco, Nicola Trifuoggi e al presidente della Regione, Luciano D'Alfonso.

«Non serve che una città sia bella per renderla viva. Ci sono città brutte ma efficienti e vivibilissime. Devono, invece, essere i suoi abitanti a essere “belli” e a non abbandonarla», ha detto l'architetto in una piazza che un tempo era il cuore pulsante delle istituzioni, degli uffici pubblici e della vita sociale cittadina, il luogo che per 700 anni ha ospitato un variegato mercato di commercianti, oggi ancora deserta e puntellata a cinque anni dal sisma. Questa mattina Fuksas ha visitato il centro città, a partire dalla Sala Baiocco, dal Parco del Castello, oltre alle 99 Cannelle. «Come rinasce la città? Riportando qui i suoi abitanti. Non c'è altro che si possa fare. E poi si deve puntare sul commercio e dalla cultura», ha detto Fuksas.

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