Fuma fuori casa, scatta l’evasione
Il 63enne a giudizio: era ai domiciliari per maltrattamenti in famiglia
ALFEDENA. Era sceso sotto casa per fumare una sigaretta ma si trovava ai domiciliari e viene fermato dai carabinieri. Protagonista della vicenda giudiziaria è un 63enne residente ad Alfedena che ora dovrà rispondere del reato di evasione, per essere stato fermato dai carabinieri della Compagnia di Castel di Sangro.
La curiosa storia è finita sul tavolo del giudice pre dibattimentale, Francesca Pinacchio, che ha rinviato a giudizio l’uomo. Per la Procura quella sigaretta fumata in strada configura il reato di evasione, dal momento che il 63enne si trovava ai domiciliari per maltrattamenti in famiglia. In verità era finito in carcere nell’aprile dello scorso anno per soprusi e atti persecutori in famiglia: botte, offese, avance sessuali e maltrattamenti nei confronti della moglie e delle tre figlie minorenni. Vent’anni di vessazioni, stando all’accusa, che la donna denunciò dopo un faticoso lavoro di supporto. Il giudice sostituì a luglio scorso la custodia in carcere con i domiciliari, allentando la misura cautelare. Durante il controllo dei carabinieri il 63enne fu sorpreso in strada. Da qui l’accusa di evasione per la quale sarà processato a giugno.
Diversa la tesi sostenuta dalla difesa dell’uomo, rappresentata dall’avvocato, Alessandro Margiotta, secondo il quale il suo assistito era sceso a prestare soccorso a una persona invalida che era in quel momento caduta.
«Nessuna evasione, ma solo un gesto di prossimità che la difesa è pronta a documentare», sostiene Margiotta.(a.d.a.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

