Fuoco del Morrone, tappa in cattedrale

Verso la Perdonanza celestiniana: fiaccolata in centro, continua la marcia di avvicinamento all’Aquila
SULMONA. È ripreso nel pomeriggio di ieri, nel pieno rispetto del programma, il cammino del Fuoco del Morrone verso L’Aquila. Alle 17,30 in punto la fiaccola accesa lunedì sera sull’Eremo di Sant’Onofrio, è arrivata nella cattedrale di San Panfilo dove, nei locali sotterranei, vengono custoditi alcune reliquie e gli indumenti (sandali e saio), appartenenti a Fra’ Pietro da Morrone incoronato papa Celestino V, da Re Carlo D’Angiò, alla fine di agosto del 1294 nel piazzale di Collemaggio. Dopo una breve cerimonia la fiaccola ha attraversato il centro storico di Sulmona per giungere alla Rotonda di San Francesco. Ad attenderla le autorità dei Comuni dell’Aquila e di Sulmona con i rispettivi gonfaloni. Con loro i membri dell’Associazione celestiniana che da tanti anni cura l’intera area dell’eremo con tutte le manifestazioni collegate al culto del Santo. Dopo l’accensione del tripode il consigliere comunale dell’Aquila, Giancarlo Della Pelle, ha portato il saluto del sindaco sottolineando i valori di amicizia che uniscono le comunità del capoluogo Peligno e di quello Aquilano, sotto il segno di papa Celestino V. In rappresentanza dell’amministrazione di Sulmona c’era l’assessore Luigi Di Cesare che nel suo intervento ha voluto rimarcare l’importanza della figura di Fra’ Pietro e dei suoi insegnamenti che attraverso il Fuoco del Morrone, costituiscono la luce da seguire per superare gli effetti della pandemia che due anni sta mettendo in ginocchio il mondo intero. (c.l.)

