Furbetti del cartellino, chiesti i danni

23 Gennaio 2018

La Procura della Corte dei Conti: in 18 dovranno risarcire l’Ente con circa 300mila euro. Scagionati sei dipendenti

SULMONA. Arriva al capolinea l’inchiesta della Procura della Corte dei Conti sui furbetti del cartellino del Comune di Sulmona. Diciotto i dipendenti citati a giudizio, ai quali il sostituto procuratore generale, Erika Guerri, ha contestato un danno erariale per un totale di quasi 300mila euro. Si tratta di Marco Chiavari, al quale viene contestato un danno erariale di 10.404,80, Patrizia Ciniglio (10.454,57), Rosanna D’Aurelio (10.208,72), Giovanni Del Signore (10.049,55), Armando Di Pietro (10.161,33), Antonella Di Placido (10.059,45), Sabrina Di Placido (10.212,40), Alessandro Ginnetti (10.254,80), Antonino La Porta (10.020,72), Rita Mastrangioli (10.512,75), Stefano Pezzella (10.815,69), Venanzio Piccoli (10.579,13), Mirella Santilli (10.057,45), Ivana Sfronsone (10.499,16), Anna Rita Spagnoli (10.337,75), Felicia Vanacore (10.327,31), la dirigente del secondo settore, Filomena Sorrentino, alla quale viene contestato un danno erariale di 38.216 euro e infine l’ex segretario comunale Gianpaolo Santopaolo al quale la magistratura contabile chiede un risarcimento di 70mila euro. Resta invece fuori dal procedimento l'altro dirigente, Amedeo D'Eramo, che nelle sue deduzioni difensive è riuscito a dimostrare, affidandosi all’avvocato Luigi Di Massa, di aver operato sempre correttamente e di non essere stato protagonista di episodi di assenteismo così come i dipendenti sotto il suo controllo: Quirino Cianfaglione, difeso da Alessandro Margiotta e Claudio Di Iorio difeso dall’avvocato Alessandro Scelli. Escono inoltre dal processo i dipendenti Aldo Della Valle difeso dall’avvocato Alberto Paolini, Fernando Di Bartolomeo e Carla Grossi. Almeno da quello chiesto dalla Procura della Corte dei Conti perché parallelamente a questo vanno avanti altre due inchieste, quella penale e quella amministrativa. L’inchiesta penale è anche questa in dirittura d’arrivo dopo gli avvisi di conclusione delle indagini fatti recapitare agli indagati dal sostituto procuratore Stefano Iafolla, mentre l’inchiesta amministrativa, quella di competenza degli amministratori comunali che il sindaco ha affidato a un’agenzia esterna romagnola che fa capo a Silvia Kranz, sembra ancora in alto mare. Tutto è iniziato con un esposto fatto arrivare alla Guardia di finanza, sembra proprio da un dipendente del Comune, in cui si evidenziava il cattivo comportamento di molti colleghi che erano soliti assentarsi illecitamente dal proprio posto di lavoro senza permesso, anche con un uso fraudolento del badge per il monitoraggio degli orari di entrata e di uscita dal lavoro. Dall’11 febbraio fino all’8 aprile 2016 a Palazzo San Francesco e dal 2 maggio fino al 13 giugno 2016, nella sede di via Pansa, quando il Comune era in mano al commissario prefettizio, i finanzieri si sono affidate a tre telecamere che hanno ripreso tutti gli spostamenti dei dipendenti sia in entrata che in uscita dalle sedi di lavoro.
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