Furbetti del cartellino, perizia per tre imputati

12 Dicembre 2020

Incarico per verificare se i dipendenti comunali sotto processo per assenteismo erano capaci di intendere e di volere. Pronunciamento previsto entro fine marzo

SULMONA. Torna in tribunale la vicenda giudiziaria dei “furbetti del cartellino”. Nel corso dell’udienza che si è tenuta giovedì mattina nel palazzo di giustizia, il giudice Francesca Pinacchio ha conferito l’incarico al medico Mario Di Napoli, il quale dovrà eseguire la perizia psichiatrica su tre dei sei imputati finiti sotto processo al fine di accertare la loro capacità di intendere e volere al momento dei fatti contestati come reato.
All’accertamento saranno sottoposti i dipendenti comunali Stefano Pezzella, Marco Chiavari e Giovanni Del Signore. La perizia dovrà essere depositata entro il prossimo 30 marzo 2021. Il processo è stato quindi rinviato al 13 maggio 2021. Nella prossima udienza saranno ascoltati i primi testimoni e sarà aperta la discussione sull’esito dell’esame peritale. Accanto ai tre imputati sottoposti a perizia, difesi dagli avvocati Alberto Paolini e Alessandro Margiotta, siedono sul banco degli imputati Venanzio Piccoli, Mirella Santilli e Felicia Vanacore. Il procedimento penale scaturito da un’iniziativa della Guardia di finanza di Sulmona, che inizialmente vedeva indagate 48 persone si è man mano sgonfiato. Tant’è che il sostituto procuratore Stefano Iafolla che ha portato avanti le indagini, solo per nove ha chiesto il rinvio a giudizio. In sede di udienza preliminare due dipendenti sono stati prosciolti e per uno il giudice ha accordato il patteggiamento. Per altri dipendenti comunali finiti nell’inchiesta sull’assenteismo il 19 novembre scorso si è pronunciata la Corte dei Conti comminando condanne a risarcimento per sette imputati, prosciogliendone altri undici. Erano infatti 18 i dipendenti per i quali la procura generale dei giudici contabili aveva richiesto la condanna. La sentenza è stata notificata a quasi un anno dalla prima camera di consiglio. Tutto è iniziato con un esposto fatto arrivare alla Guardia di finanza, in cui si evidenziava il cattivo comportamento di molti dipendenti comunali che erano soliti assentarsi illecitamente dal proprio posto di lavoro senza permesso, anche con un uso fraudolento del badge per il monitoraggio degli orari di entrata e di uscita dal lavoro. Dall’11 febbraio fino all’8 aprile 2016 a Palazzo San Francesco e dal 2 maggio fino al 13 giugno 2016, nella sede di via Pansa, quando il Comune era in mano al commissario prefettizio, i finanzieri si sono affidati a tre telecamere che hanno ripreso gli spostamenti dei dipendenti sia in entrata che in uscita dagli uffici. A conclusione delle attività risultavano coinvolti 44 dipendenti del Comune, 4 dipendenti della cooperativa Satic e 1 dipendente della Coop 2001. Ma col tempo le accuse per la stragrande maggioranza degli impiegati si sono sgonfiate. (c.l.)
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