Furia Di Masci: «Minacce Pd ridicole»

1 Marzo 2019

Il nuovo alleato della Casini attacca i vertici del partito: disposti a ritirare gli assessori ma non il sostegno al sindaco

SULMONA. «Siamo disposti anche a ritirare i due tecnici che abbiamo indicato al sindaco, ma mai ritireremo l’appoggio all’amministrazione Casini impedendo che il Comune finisca nelle mani di un commissario prefettizio per 15 lunghi mesi». È un fiume in piena Bruno Di Masci, finito insieme agli altri due consiglieri comunali Pd nel mirino dei vertici provinciali e regionali del partito dopo aver dato l’assenso alla nascita della nuova giunta. I tre consiglieri Pd sono stati censurati dal segretario regionale Renzo Di Sabatino, con la minaccia di provvedimenti disciplinari a loro carico. «Abbiamo semplicemente raccolto un forte appello lanciato dal sindaco per unire tutte le forze e salvare la città da una fine traumatica della consiliatura iniziata tre anni fa», spiega Di Masci, «accettando di lavorare su pochi obiettivi essenziali, come piano regolatore, riorganizzazione della macchina amministrativa e ricostruzione post-sisma. E da qui a cinque o sei mesi fare una verifica del lavoro portato avanti. Se la verifica avrà un esito positivo, proseguiremo il nostro impegno con nuovi obiettivi programmatici, altrimenti prenderemo atto che non esistono più le condizioni e ci assumeremo le nostre responsabilità». «Abbiamo solo difeso l’interesse della città», prosegue l’ex sindaco, «anche perché, bisogna ricordare a questi signori che tre anni fa, l’allora segretario regionale Marco Rapino, decise di commissariare il circolo sulmonese perché non volevamo appoggiare l’allora candidato sindaco Annamaria Casini. Ora, invece, ci vorrebbero imporre il contrario, per di più recando un danno alla città. Vogliono commissariarci? Facciano pure». Di Masci va giù pesante anche con il segretario provinciale Francesco Piacente: «È l’immagine dell’incoerenza: prima ha dato l’assenso telefonicamente alla decisione unanime del direttivo sull’appoggio a una giunta di salute pubblica, dopo tre giorni si è rimangiato tutto firmando quell’assurdo comunicato, insieme al segretario regionale, con la minaccia addirittura di provvedimenti disciplinari. Che pensassero piuttosto all’Aquila dove avevano tutto e pur di contrastare l’elezione del candidato sindaco Americo Di Benedetto sono arrivati al punto di votare a destra per Pierluigi Biondi. Sono un socio fondatore del Pd e non mi farò intimorire da queste ridicole minacce», conclude Di Masci, «anche perché sono abituato a difendere fino in fondo gli interessi della città, andando contro, se necessario, alle direttive del partito».
Primo appuntamento cruciale sarà quello di questa sera, con la riunione del direttivo sulmonese dal quale potrebbero arrivare le prime sorprese sul destino della giunta. Sono attesi anche Di Sabatino e Piacente.
©RIPRODUZIONE RISERVATA