Furti, il quarto colpo nella notte Rubate 15 motoseghe da una ditta

20 Agosto 2024

Altro raid della banda nell’area industriale, già presa di mira negli ultimi giorni dai malviventi  Nella serata di Ferragosto erano stati portati via rame e un furgone sottratti ad altre due imprese

AVEZZANO. Stesso modus operandi, stessa zona di riferimento per il quarto colpo messo a segno in appena 4 giorni. Ieri notte l’ennesima effrazione nell’area industriale di Avezzano. Stavolta, nel mirino dei malviventi, l’azienda boschiva “Marcaurelio Legnami” dell’imprenditore Albano Marcaurelio. La segnalazione ai carabinieri di Avezzano l’altra notte intorno a mezzanotte e mezza, da parte degli stessi titolari. All’arrivo dei militari, in via dei Cappuccini, la banda si era però già dileguata. Dopo un’attenta perlustrazione del perimetro aziendale è stata rinvenuta una parte della recinzione divelta, a indicare un danneggiamento volontario a scopo criminale. I proprietari dello stabilimento, immediatamente sopraggiunti, hanno controllato il deposito e accertato l’assenza di attrezzatura da lavoro. In particolare i malviventi hanno portato via 15 motoseghe di qualità, a elevato valore di mercato. Si allarga il filone dei furti nella zona Sud di Avezzano che, al momento, vede coinvolte anche la D.M. Engineering led srl e l’Euroimpianti Group srl, tutte ricadenti nel nucleo industriale cittadino. In questi casi le incursioni dei malviventi risalgono entrambe alla serata del 14 agosto scorso. Alla prima ditta sono stati asportati diversi cavi in rame. Alla seconda un furgone, presumibilmente utilizzato per il trasporto della refurtiva. Gli inquirenti dispongono già di importanti elementi che potrebbero essere utili a identificare gli autori dei reati. Il primo allarme era stato lanciato lo scorso 16 agosto dalla Tecnocall, azienda leader nel settore dei call center con sede in viale Newton, appartenente all’imprenditore Gesualdo Ranalletta, che aveva fornito ai carabinieri i nastri della videosorveglianza privata, dai quali si vedevano chiaramente cinque persone a volto coperto, armate di guanti e attrezzi da scasso. Dopo essersi introdotte all’interno della recinzione, avevano provato inutilmente ad asportare il generatore di corrente e i cavi in rame che lo collegano alla struttura principale che ospita gli uffici. Dalle immagini si evince come, per cause da accertare, questi soggetti si siano improvvisamente dati alla fuga, abbandonando sul posto il piccone utilizzato per sradicare il generatore da terra. Sia il tentato furto sia i colpi andati a buon fine sarebbero opera della stessa mano criminale.
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