Furti in serie a Tagliacozzo 10 derubati sfilano in aula

9 Febbraio 2020

TAGLIACOZZO. Sono ritenuti autori di una serie di furti che aveva suscitato insicurezza e paura tra la popolazione, tanto che i residenti, certi che si trattasse di una banda locale, si erano...

TAGLIACOZZO. Sono ritenuti autori di una serie di furti che aveva suscitato insicurezza e paura tra la popolazione, tanto che i residenti, certi che si trattasse di una banda locale, si erano organizzati in ronde notturne a difesa del territorio. Questa l’accusa nei confronti di tre romeni che nel 2015 avevano rischiato il linciaggio a Tagliacozzo. Su richiesta del pubblico ministero è stata fissata l’udienza preliminare nei loro confronti. Si terrà il 7 aprile prossimo. Più di dieci le parti offese nel processo a carico di Rosca Mihaita e Jonut Nandu Mastahac, che furono arrestati dai carabinieri in occasione di un furto in un distributore sulla Tiburtina Valeria, e di Pelin Mihai, finito in manette per resistenza a pubblico ufficiale durante il blitz dei carabinieri nella loro abitazione. Alle famiglie e alle persone derubate vennero restituiti numerosi utensili, oggetti di valore e attrezzature di vario genere, ma anche merce e prodotti rinvenuti dai militari dell’Arma. L’arresto dei tre era arrivato a giugno 2015 e il provvedimento era stato considerato quasi come una liberazione dai residenti, dopo settimane caratterizzate da raffiche di raid in abitazioni ed esercizi commerciali. In seguito alle perquisizioni domiciliari effettuate dai carabinieri, è risultato che i tre sarebbero gli autori anche di altri furti compiuti nei giorni precedenti. L’ultimo colpo, però, non era andato a segno e i tre erano caduti nella trappola delle forze dell’ordine. Da diversi giorni, infatti, gli stranieri erano monitorati dai carabinieri. L’accusa è rappresentata dal procuratore Maurizio Maria Cerrato, che all’epoca ha coordinato le indagini, mentre i difensori degli indagati sono gli avvocati Luca e Pasquale Motta. Nei confronti degli stranieri erano stati attaccati dei manifesti anonimi a Tagliacozzo durante la notte successiva all’arresto con le foto degli indagati stranieri e frasi xenofobe. (p.g.)
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