Furto di corrente, condannata a un anno

8 Ottobre 2019

Aveva attaccato frigoriferi e i macchinari della sua macelleria direttamente alla linea dell’Enel, un escamotage per evitare di pagare le bollette della corrente. Un “giochetto” che gli ha fatto...

Aveva attaccato frigoriferi e i macchinari della sua macelleria direttamente alla linea dell’Enel, un escamotage per evitare di pagare le bollette della corrente. Un “giochetto” che gli ha fatto risparmiare un po’ di soldi ma che lo ha fatto finire sotto processo insieme alla moglie proprietaria dell’attività, con l’accusa di furto aggravato.
Si tratta di Cristian Di Cioccio e Natascia Nasturzi, entrambi residenti a Sulmona, difesi dall’avvocato Alessandro Tucci, che ieri sono comparsi davanti al giudice per pagare il conto non con l’Enel – pari a 710 euro – ma con la giustizia. E alla fine del dibattimento il giudice Concetta Buccini ha condannato solo la donna, a un anno di carcere, mandando assolto il marito in quanto non proprietario dell’attività ma solo gestore.
Una sentenza di assoluzione per il marito della titolare dell’attività, favorita anche dalle dichiarazioni della Nasturzi che, davanti al giudice, ha confermato di essere l’unica proprietaria della macelleria, che l’uomo gestiva in qualità di macellaio.
I fatti fanno riferimento a cinque anni fa quando l’Enel si accorse che nella macelleria di piazza Garibaldi non si consumava energia elettrica pur con un’attività commerciale che risultata regolarmente aperta. Subito erano scattati i controlli dai quali era emerso che nella macelleria era stato staccato il contatore e che l’energia elettrica veniva “presa” direttamente dalla linea dell’Enel. (c.l.)