Fusco: «Ritardi inaccettabili nella ricostruzione delle chiese

16 Marzo 2021

Il vescovo di Sulmona-Valva: da 12 anni attendiamo l’inizio dei lavori, cosa fa la Soprintendenza? Urgono interventi su abbazia di San Benedetto in Perillis e Santa Maria del Soccorso di Corfinio 

SULMONA. «Chiediamo l’immediato inizio dei lavori di restauro dell’Abbazia di San Benedetto in Perillis e della chiesa di Santa Maria del Soccorso a Corfinio. Sono 12 anni che aspettiamo. Ci sono i fondi già stanziati e i progetti realizzati, ma tutto è ancora fermo per via di qualche insormontabile, incomprensibile cavillo burocratico». Traspare preoccupazione mista ad amarezza nella parole di monsignor Michele Fusco, vescovo della diocesi di Sulmona-Valva dal 30 novembre del 2017, indignato per le lungaggini e il conseguente slittamento dei lavori di restauro a data da destinarsi per i due edifici sacri seriamente danneggiati dal terremoto che colpì L’Aquila il 6 aprile del 2009. «Attendiamo procedure che non arrivano mai al capolinea nell’esasperazione della comunità che continua a vedere sgretolarsi le due chiese tanto care ai fedeli», prosegue monsignor Fusco, «purtroppo temiamo nuovi crolli e dunque ulteriori danneggiamenti dopo i quali sarà ancora più difficile ricostruire». Entrambe le chiese sono, infatti, chiuse in seguito al sisma del 2009. Sono trascorsi quasi 12 anni da quando gli edifici religiosi sono stati puntellati e tre dall’arrivo di monsignor Fusco alla guida della seconda diocesi più estesa della regione dopo Chieti, e la più “martoriata” dal terremoto dopo quella dell’Aquila.
A che punto siamo con la ricostruzione delle chiese danneggiate dal sisma del 2009?
«Perfettamente consapevole della mole di interventi ricadenti nel territorio diocesano e della complessità procedurale che la ciclopica macchina della ricostruzione porta in sé, pur manifestando attiva disponibilità, confronto e paziente collaborazione con gli attori coinvolti nel recupero dei beni architettonici ecclesiastici, non posso più tacere alcune situazioni divenute inaccettabili per me e per la comunità diocesana, sorvolando momentaneamente su molteplici casi che, seppur con fatica e solleciti, si evolvono».
Si riferisce a qualche situazione in particolare?
«Cito due situazioni specifiche, ma l’elenco conta più di 50 chiese. La prima riguarda il progetto relativo all’Abbazia di San Benedetto in Perillis, beneficiaria di un finanziamento di 800mila euro dal 2015, che giace sui tavoli della Soprintendenza teatina, insieme a quello della torre medievale annessa, superando grandemente i termini previsti dalla legge al fine dell’ottenimento di un parere. La seconda è la chiesa di Santa Maria del Soccorso a Corfinio, oggetto di un intervento di somma urgenza del Mibact per oltre 200mila euro, ha visto l’avvio dei lavori nel 2017 e la successiva sospensione che ha ridotto l’edifico a un serbatoio di guano di piccione e sporcizia di ogni genere, nel totale oblio degli Enti ministeriali presenti sul territorio».
Cosa avete fatto in questi anni per sollecitare gli interventi?
«Non poche volte la Curia ha sollecitato e si è resa disponibile a tavoli di confronto che aiutassero a superare problematiche di natura tecnica e giuridica, ma eventi di avvicendamento negli incarichi di responsabilità, scarsa presenza di personale negli uffici e ora il passaggio di competenze tra le due Soprintendenze abruzzesi in un periodo segnato dall’evento pandemico, stanno aggiungendo disagi a una situazione di per sé già complessa. A tutto ciò si aggiunge, e mi duole dirlo, il mancato riscontro della Soprintendenza teatina alla mia richiesta per un incontro in data 17 giugno del 2020 e l’inerzia di alcuni a cui è demandato il compito di gestire le singole pratiche che il segretariato regionale, come stazione appaltante per i Beni culturali danneggiati dal Sisma del 2009, affida. Inerzia che dalle notizie sembra condivisa anche “oltralpe”».
Quali sono i timori e i rischi dovuti a questa situazione di stallo?
«Di fronte a tutto ciò non posso non esprimere la mia amarezza e indignazione. Poiché l’elevatissimo valore storico-artistico dell’Abbazia di San Benedetto in Perillis, tra le più antiche di tutto l’Abruzzo, e il non meno importante valore affettivo e identitario che insieme alla chiesa della Madonna del Soccorso di Corfinio racchiudono, col passar del tempo sotto i nostri occhi possiamo constatare l’aggravamento della situazione».
Quale messaggio vorrebbe lanciare per smuovere gli Enti preposti?
«Auspicando forte senso di responsabilità e capacità decisionale in merito alle situazioni esposte con l’invito a una maggiore fermezza nel tutelare, valorizzare e conservare il nostro patrimonio religioso-artistico-culturale. Per giunta, nell’ambito del periodo di crisi occupazionale che stiamo attraversando, l’apertura di cantieri potrebbe dare lavoro a tante persone e dunque infondere linfa vitale all’economia del territorio».