Fusco: uniti su tribunale e punto nascita

Primo anno tra la gente: «Aiutiamo deboli e bisognosi». Ai politici: «Recuperino il loro ruolo di collante del territorio»
SULMONA. La tutela del diritto alla salute e quindi dell’ospedale e del punto nascita, la difesa della giustizia e del tribunale e la conservazione dell’ambiente a discapito delle infrastrutture come la centrale della Snam. Questi i concetti chiave che hanno guidato gli interventi pubblici del vescovo della diocesi di Sulmona-Valva, Michele Fusco, che proprio in questi giorni festeggia il suo primo anno in Centro Abruzzo. Gli stessi spunti che hanno guidato la sua azione pubblica nel 2018 saranno quelli che continuerà a perseguire nel prossimo anno, sempre nella tutela delle persone, del prossimo in generale e del territorio. Per questo nel suo messaggio di fine anno il vescovo fa riferimento più volte alla necessità di aiutare chi non ce la fa e di sostenere gli indigenti, non solo a Natale.
«Digitando la parola Natale sui motori di ricerca online vengono fuori i pranzi e le cene delle feste, i regali e le tradizioni», interviene Fusco, «quello che invece si sta perdendo è il messaggio del Natale, che non è altro che il riconoscere la prossimità, la pace e la fratellanza nel volto di chi ci guarda, per essere tutti più uniti e fraterni».
Nei giorni scorsi il vescovo ha incontrato anche i sindaci del territorio per il consueto brindisi di fine anno e in quella occasione ha consegnato loro il decalogo delle “beatitudini del politico”.
«I politici devono recuperare il loro ruolo di collante del territorio», aggiunge Fusco, «a loro sta la creazione di un messaggio unico e forte, perché parlare con una sola voce significa avere più forza».
Un messaggio quanto mai attuale per una zona che ha fatto delle divisioni e dei personalismi uno dei suoi tratti distintivi. «È stato un anno molto ricco di incontri con le persone, con le comunità, con i rappresentanti della politica», continua il vescovo, «ho ricevuto affetto e tanta accoglienza. E quando mi chiedono se sento la nostalgia di casa rispondo che questa è la mia nuova casa. Anzi, non ho nemmeno il tempo di pensarci».
Il pensiero fisso, però, resta sui bisognosi, a cui Casa Zaccheo inaugurata lo scorso mese potrà e dovrà dare un aiuto concreto. Come quello che forniscono i volontari della mensa Caritas alle 120 famiglie, italiane e straniere, assistite stabilmente e che fanno lievitare a 4mila i pasti serviti, oltre ai numerosi interventi di supporto materiale e morale. Il cantiere è stato inaugurato il 19 novembre 2016 come opera segno del Giubileo straordinario della misericordia. I fondi raccolti per costruire la struttura sono quelli della Conferenza episcopale italiana (Cei) fino a 500mila euro, il resto è arrivato dalla generosità dei fedeli. Somme che hanno permesso la realizzazione di un emporio solidale e di camere con bagni. «Casa Zaccheo è stato un progetto di sua eccellenza Angelo Spina», ricorda il vescovo Fusco, «ora starà a noi far funzionare al meglio questa struttura, in modo da dare una aiuto concreto a chi da solo non ce la fa. Quello che conta, però, è farlo tutto l’anno e non solo a Natale. Per questo sono spesso fuori: per avere rapporti diretti con le persone».
Un invito che il vescovo rivolge a tutti nel suo messaggio di fine anno perché il territorio resti unito anche nelle difficoltà. Da qui le sue periodiche passeggiate per il corso tra la gente. «Dobbiamo metterci insieme in cammino per superare ogni difficoltà», conclude, «davanti alle situazioni difficili non dobbiamo fermarci e non dobbiamo dare retta a profeti di sventura».
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