Futura Antrosano bocciata in consiglio

30 Aprile 2017

Il presidente Di Berardino: «Minoranza asservita a logiche personalistiche». De Angelis: «Città stanca di imposizioni»

AVEZZANO. Otto no, sette sì. E al grido di «vergogna» e «buffoni» rivolto da un gruppetto di residenti di Antrosano agli oppositori - e con l’intervento degli agenti della polizia locale - si è concluso il penultimo consiglio comunale dell’era Di Pangrazio che doveva decidere sul tanto dibattuto progetto di riqualificazione della frazione avezzanese. Punto rinviato lo scorso mercoledì e ieri mattina tornato con urgenza nell’ordine del giorno della seduta-bis. Il piano contemplava la ricostruzione del borgo per complessivi 63mila 680 metri quadri con la possibilità di dare una casa a 2.123 persone. Una gigantesca colata di cemento per la minoranza. Un progetto di rilancio secondo la maggioranza. Visioni completamente diverse accentuate dalle imminenti elezioni.
Prima del dibattito e della votazione il presidente del consiglio Domenico Di Berardino e i consiglieri Ignazio Iucci, Mario Babbo, Giovanni Luccitti, Filomeno Babbo e Vincenzo Gallese hanno lasciato l’aula per incompatibilità (loro, parenti e affini hanno proprietà ad Antrosano). In favore del progetto si sono dichiarati il sindaco Gianni Di Pangrazio e i consiglieri Gianfranco Gallese, Mario Madonna, Nicola Pisegna Orlando, Gianfranco Di Micco, Giuseppe Petracca e Lino Cipolloni. Ma con i no di Emilio Cipollone, Italo Cipollone, Mariano Santomaggio, Alessandro Barbonetti, Alberto Lamorgese, Fabio Ranieri, Stefano Chichiarelli e Claudio Tonelli la maggioranza è andata sotto. «Per una cosa buona che si poteva fare, siamo stati noi residenti a chiedere la riqualificazione, per avere delle agevolazioni come il sisma bonus», hanno detto i residenti di Antrosano presenti nella sala consiliare. Secondo gli oppositori «il piano non è stato condiviso e le potenzialità edificatorie sono superiori alle esigenze». Molti dell’attuale minoranza saranno candidati nelle liste dell’ex assessore Gabriele De Angelis. Quest’ultimo ha fatto sentire la sua voce: «Il consiglio si è tenuto in spregio di regole e norme che impongono ai Comuni di attenersi rigorosamente alla sola ordinaria amministrazione che precede le elezioni. L’arroganza di Di Pangrazio è stata bocciata senza appello. La maggioranza nella votazione non è stata più tale ma è diventata minoranza. La città è stanca di vedersi calare progetti e decisioni dall’alto, senza essere coinvolta. Uno dei primi atti della nuova amministrazione sarà quello di prendere in mano subito il piano per Antrosano. Ma sarà un piano che vedrà direttamente coinvolti i cittadini».
Tutt’altra visione in maggioranza. «Quando i tatticismi pre elettorali sono più importanti degli interessi della collettività si verificano situazioni come questa», commentano Di Berardino, Iucci, Mario Babbo, Luccitti e Filomeno Babbo, «i consiglieri di minoranza, infatti, appellandosi a presunte anomalie burocratiche, puntualmente smentite dal segretario generale, Cesidio Falcone, hanno bocciato la delibera. Una triste pagina della storia dell’opposizione, di cui, in questi cinque anni, si ricordano più le numerose assenze che il fattivo contributo al servizio dei cittadini. È andata in scena l’ennesima dimostrazione di quanto un certo tipo di politica sia asservita a logiche personalistiche e a tatticismi che nulla hanno a che vedere con i bisogni e le priorità della gente. Era un atto di lealtà dovuto ai cittadini».
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