Gabrielli torna a Onna 13 anni dopo il sisma

24 Aprile 2022

Il sottosegretario parla del suo libro sul disastro della nave Concordia e incontra la popolazione locale

ONNA. Franco Gabrielli, sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri e autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, ha presentato ieri pomeriggio a Casa Onna il suo libro “Naufragi e nuovi approdi. Dal disastro della Concordia al futuro della Protezione civile”.
Il sottosegretario è giunto a Onna intorno alle 17 e, accompagnato dai presidenti delle associazioni onnesi – Onna Onlus, Pro loco e Centro anziani – ha visitato il villaggio Map costruito dopo il terremoto del 6 aprile del 2009, si è soffermato davanti al luogo del ricordo e poi è entrato nella chiesa parrocchiale ricostruita grazie ai fondi della Germania.
A Casa Onna ha parlato del suo libro, e in particolare delle vicende della nave Concordia e del ruolo – passato e presente – della Protezione civile. Presenti, tra gli altri il viceprefetto Maria Cristina Di Stefano, il questore Enrico De Simone, per il Comune il vicesindaco Raffaele Daniele e l’assessore Daniele Ferella, la senatrice Stefania Pezzopane, il vicepresidente della Provincia Vincenzo Calvisi, il consigliere regionale Americo Di Benedetto, il presidente dell’Accademia di Belle arti Rinaldo Tordera, rappresentanti di carabinieri e guardia di Finanza e tante persone che hanno voluto salutare Gabrielli e sua moglie Titti Postiglione, anche lei ebbe un ruolo molto importante nel post-sisma dell’Aquila come funzionario della Protezione civile.
A Gabrielli gli alpini dell’Aquila, per mano del dottor Gian Paolo de Rubeis, hanno consegnato un riconoscimento “come persona che tanto ha dato alla città nei mesi che seguirono la scossa delle 3,32”.
Gabrielli, dal 7 aprile 2009 e per 13 mesi, fu prefetto dell’Aquila.
Al termine della presentazione del suo libro, Gabrielli ha partecipato a un momento in ricordo di Berardino Bruno, onnese, deceduto sotto le macerie a 27 anni. Ieri ne avrebbe compiuti 40. Toccante la lettera che Berardino Angelone, un bimbo di 10 anni, ha letto per ricordare lo zio. “Caro zio Berardino”, ha scritto il bambino, “ho 10 anni e non ti ho mai conosciuto. Porto il tuo nome e sento che vieni nominato tutti i giorni. Alcune volte non capisco se mamma sta parlando di me o di te. In sala ci sono le tue foto che ritraggono tanti momenti di vita sociale che ora purtroppo sono scomparsi. Come te ho vinto la coppa della Corsa del Cappello di Paganica e anche la mia prima fidanzata si chiamava Valentina. È stato bello vedere tanti amici che ti vogliono bene, proteggimi da lassù e mi raccomando non fumare troppe sigarette e non bere troppe birrette. Dimenticavo abbracciami forte nonna Pina, nonna Lisa e nonna Dina”. Un commovente lancio di palloncini bianchi ha chiuso la serata.