Galzio, destinazione Pavia

3 Agosto 2017

Il luminare di neurochirurgia pronto a lasciare L’Aquila: di chi è la colpa?

L'AQUILA. Stavolta potrebbe andarsene davvero. A fine estate il professor Renato Galzio, neurochirurgo di fama internazionale, potrebbe lasciare il San Salvatore. Un addio annunciato da tempo, tra minacce di dimissioni, successive smentite e riverberi di quella “voglia di cambiare aria”, manifestata ormai da tempo. Per L'Aquila e la sanità regionale sarebbe un colpo durissimo: la città perderebbe un luminare, con migliaia di interventi alle spalle, alcuni delicatissimi, tanto da meritare intere recensioni sulle pagine delle riviste scientifiche più prestigiose. Ma di chi è la colpa? E dove affonda le radici la possibilità che il professor Galzio accetti l'incarico che gli è stato offerto a Pavia?
Di certo ha pesato la polemica sul ridimensionamento del reparto di neurochirurgia di Avezzano, ridotto ad un semplice servizio. Ma non è tutto qui. Galzio non ha mai fatto mistero dei suoi attriti con la politica locale, con l'ex sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, e l'ex primo cittadino di Avezzano, Gianni Di Pangrazio. Ieri, giornata convulsa: quando sono circolate le prime voci di un imminente addio, Galzio ha tenuto a precisare «di non aver presentato alcuna comunicazione ufficiale alla Asl».
SE NE VA. Corre sul filo dell'ufficiosità la decisione di Galzio di lasciare il reparto di neurochirurgia dell'ospedale aquilano per un analogo incarico nella Asl di Pavia. Non è questa l'unica offerta ricevuta dal neurochirurgo, che da un ventennio opera in città, ma da fonti vicine al luminare aquilano d'adozione «sarebbe la più allettante». A fine estate Galzio dovrebbe ufficializzare il suo trasferimento, che dovrà essere comunicato all'ateneo, in quanto il reparto di neurochirurgia del San Salvatore è a direzione universitaria.
NON È COSÌ. Galzio frena e non conferma: «Non ho presentato nulla di ufficiale alla Asl. Le voci che stanno circolando sono false: quando prenderò la decisione definitiva avrò cura di darne notizia con un comunicato stampa. Magari a due mani con il direttore, Rinaldo Tordera». Dello stesso tono il post inserito sul suo profilo Facebook a fine mattinata in cui ribadisce «che non ci sono state comunicazioni di trasferimenti o altro alla direzione dell'azienda sanitaria locale».
IL SUCCESSORE. In attesa dell'ufficialità, la Asl lavora alla scelta del successore di Galzio, in uno dei reparti di punta del San Salvatore considerato, quanto a numeri, qualità e attrattività, un'eccellenza della sanità abruzzese. «Per il momento non ho ricevuto alcuna comunicazione ufficiale da parte del professor Renato Galzio», il commento del manager della Asl, Rinaldo Tordera, che ha preferito non aggiungere altro. Segno evidente che qualcosa bolle in pentola. Visti i tempi stretti, la Asl dovrà decidere anche il sostituto del professor Galzio: la continuità sarà assicurata dal dottor Alessandro Ricci, aquilano, cresciuto alla scuola di Galzio e suo braccio destro da una ventina di anni. C'è un solo scoglio da superare: attualmente il reparto aquilano è a direzione universitaria, mentre Ricci è un medico ospedaliero.
LE POLEMICHE. Non è la prima volta che si parla di dimissioni per Galzio. A più riprese il neurochirurgo ha minacciato di «lasciare tutto e andare altrove». Lo ha fatto dopo il sisma dell'Aquila, in polemica con Cialente, pur essendo stato tra i primi medici ad accorrere in ospedale la notte del 6 aprile e prestare soccorso a migliaia di feriti. Lo ha fatto ancora quando si è parlato del ridimensionamento della neurochirurgia di Avezzano, da reparto a servizio. In questo caso, il luminare è entrato in polemica con l'ex sindaco, Di Pangrazio. Stavolta, la decisione sembra presa davvero.
©RIPRODUZIONE RISERVATA