Gargano: «Rifarei tutto, ho difeso i cittadini»

L’ex consigliere, poliziotto di professione, ha presentato l’esposto in Procura «Mi hanno mandato un proiettile e nessun politico mi ha espresso solidarietà»
TAGLIACOZZO. «Rifarei quello che ho fatto, sempre con lo scopo di difendere i cittadini e chi mi ha votato per farsi rappresentare in consiglio comunale». Alfonso Gargano, ormai ex consigliere comunale dell’amministrazione che faceva capo all’ex sindaco Maurizio Di Marco Testa, ha le idee chiare su quello che è seguito alla sua denuncia, che ha portato all’inchiesta che ha sconvolto la vita politica della città dell’obelisco. L’inchiesta, scaturita nell’arresto del primo cittadino (ordinanza poi annullata dal Riesame), ha fatto finire nei guai anche l’assessore alla Cultura, Gabriele Venturini, il responsabile dell’ufficio tecnico Gianpaolo Torrelli e l’architetto Carlo Tellone (misure cautelari annullate dal Riesame). Le accuse vanno dalla tentata concussione, alla turbata libertà degli incanti, alla frode nelle pubbliche forniture, fino alla falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale. Il giorno dell’insediamento in Comune del commissario prefettizio, Gargano, probabile prossimo candidato sindaco per una lista civica in cui convergeranno nomi legati al Pd, commenta per la prima volta, quanto è accaduto.
Secondo lei, come ha reagito la città alla notizia che l’inchiesta era partita da un suo esposto, in cui denunciava favoritismi a imprenditori nell’assegnazione degli appalti e a professionisti per il conferimento degli incarichi?
«Sono tanti i cittadini che ogni giorno vengono a casa per complimentarsi con me, per il coraggio che ho avuto. Non è stato facile affrontare tutto questo, ma lo rifarei altre mille volte. Non ho mai fatto nulla sottobanco, ho denunciato ad ogni consiglio comunale le cose e per questo venivo anche preso a parolacce. Tutto veniva verbalizzato. Le battaglie le ho fatte in consiglio, ma come rappresentante dei cittadini e come pubblico ufficiale, sono un poliziotto, avevo l’obbligo e il dovere di denunciare l’accaduto».
Come vive il fatto che le hanno lasciato un proiettile in un vaso e le altre minacce, di morte che ha ricevuto?
«A me non fanno paura. Ma in questa casa abitano due bambine piccole, mia moglie ha pianto per una settimana e mia mamma esce di casa ancora un po’ intimorita. Ho fiducia nella magistratura. In un Paese civile le minacce non sono tollerabili».
Ha ricevuto solidarietà?
«Della politica mi hanno espresso vicinanza Roberto e Vincenzo Giovagnorio e Giampietro Pendenza. Sono stupito perché a casa mia è ancora un via vai di persone continuo, che mi chiedono di continuare a rappresentarli e invece i politici hanno taciuto. Io come rappresentante dello Stato ho fatto il mio, ora toccherà alla Giustizia. Quando hanno preso fuoco le auto del sindaco sono stato il primo a chiamarlo. Ho visto tanti amministratori con la fascia a esprimere solidarietà. Quando la Procura ha dichiarato che poteva non trattarsi di un attentato solo l’onorevole Filippo Piccone e Massimo Verrecchia, coordinatore provinciale dell’Ncd, hanno riportato l’attenzione sul dibattito politico e sul ruolo costruttivo dell’opposizione a Tagliacozzo. Nessun altro si è fatto avanti».
Si candiderà a sindaco?
«Sono combattuto perché è stata intaccata la serenità della mia famiglia ma il mio orgoglio rimane vivo. Mio padre era un fiero contadino e mi ha insegnato il valore di poter camminare per strada, a schiena dritta e soprattutto a testa alta». La riserva sarà sciolta martedì. Accanto a Gargano sicuramente troveremo schierati Roberto e Vincenzo Giovagnorio, oltre a note professioniste.
Magda Tirabassi
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