Gasdotto, capigruppo compatti: «In aula per bocciare quest’opera»

Il sindaco Di Piero chiama tutti a raccolta, decisa la convocazione urgente di un consiglio comunale Lupi (M5S): «La nostra linea è sempre stata per il no. Questa è una realizzazione inutile e fuori tempo»
SULMONA. Il sindaco Gianfranco Di Piero riunisce la maggioranza e i capigruppo dicono sì al consiglio comunale sul caso Snam. A meno di una settimana dal Consiglio dei ministri che ha di fatto sbloccato l’iter per la realizzazione del metanodotto Sulmona-Foligno, gli amministratori comunali di Sulmona hanno preso in esame la vicenda e deciso di convocare il consiglio per poter affrontare la questione. Nei giorni scorsi il primo cittadino, partecipando al vertice in Regione convocato dal presidente Marco Marsilio, aveva espresso le sue perplessità sull’opera che a Sulmona avrà un doppio impatto. Oltre al passaggio del metanodotto, infatti, a Sulmona verrà realizzata la centrale di compressione in località Case Pente per la quale ora gli amministratori comunali nutrono grandi perplessità. È stato infatti annunciato che funzionerà con un’alimentazione mista, cioè con due motori elettrici e uno a metano. Il sindaco ha già chiesto rassicurazioni in merito all’assenza di combustione, fondamentale per la città. «C’è stato un incontro interlocutorio con la maggioranza», ha evidenziato il primo cittadino, «la decisione è quella di andare verso il consiglio comunale con l’impegno di ricostruire la vicenda e riesaminare, complessivamente, la situazione passaggio dopo passaggio. Ci si incontrerà nei prossimi giorni e nel giro di una settimana convocheremo il consiglio comunale». Dopo il passaggio in maggioranza i capigruppo si sono riuniti nel pomeriggio e hanno insieme affrontato la questione. La discussione è tutta incentrata, per il momento, sulla necessità di riunirsi nell’assise civica e insieme capire come poter intervenire. Del progetto per la realizzazione del metanodotto Sulmona - Foligno e della centrale di compressione si parla ormai da 14 anni ma nessuno si aspettava che potesse esserci un’accelerata come quella registrata nelle scorse settimane.
A determinarla sono state le conseguenze del conflitto bellico in Ucraina e la volontà di Putin di chiudere i rubinetti del gas all’Italia. Il governo Draghi, ormai alla fine del suo percorso, ta quindi correndo ai ripari cercando alternative valide alle forniture di gas russe. Tra le varie ipotesi una delle più accreditate è quella di realizzare dei metanodotti che possano rendere indipendente l’Italia. E quello Sulmona-Foligno è uno di questi. «La nostra linea è sempre stata per il no al metanodotto», ha commentato il consigliere del Movimento 5 Stelle, Jacopo Lupi, «ora ci impegneremo perché si possa almeno ritardare la realizzazione di quest’opera che riteniamo inutile e fuori tempo dal momento che si va verso il 2030 anno in cui entrerà in vigore l’accordo di Parigi. Continueremo come movimento a lavorare contro la sua realizzazione». Per il consigliere Maurizio Balassone, capogruppo di Sbic, «alla luce del confronto di oggi (ieri per chi legge) sarà convocato il consiglio comunale occasione per un vero confronto sulla vicenda».
Anche il consigliere Mimmo Di Benedetto, capogruppo del Pd, è certo che «l’assise civica rappresentando tutta la città è il luogo giusto per affrontare la questione. È un passaggio doveroso anche perché il consiglio si è sempre espresso su queste situazioni ed è giusto che lo faccia anche questa volta».
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