Gasdotto della Snam Cambio di tracciato ma colture a rischio

Pubblicata dal Ministero una variazione della Rete Adriatica Gli agricoltori: con l’impianto nostre produzioni dimezzate
SULMONA. Riparte da capo il progetto del metanodotto della Snam. Messa da parte temporaneamente la questione della centrale, dopo il no all’ultima conferenza dei servizi che ha rimesso la palla al governo, la multinazionale riprende la corsa del gasdotto. È di questi giorni, infatti, la pubblicazione del ministero dello Sviluppo economico dell’avviso di una parziale modifica al tracciato della Rete Adriatica, il gasdotto che corre da Brindisi a Minerbio e che dovrebbe passare per Sulmona. La piccola variazione, di fatto, ridà corpo al progetto, che dovrebbe arrivare alla convocazione della conferenza dei servizi a partire dai primi mesi del prossimo anno. Questo grazie allo sdoppiamento dei due iter autorizzativi di centrale e metanodotto. Dopo la confisca del terreni, avviata negli anni passati, ora i Comuni interessati dal percorso sono tenuti a pubblicare sul loro albo pretorio per venti giorni le modifiche apportate, con le osservazioni che potranno arrivare entro un mese. Il fronte del no è pronto a ripartire. La tutela delle colture tipiche è stata la bandiera dei contadini e degli imprenditori agricoli, che si sono battuti sin dall’inizio contro il progetto Snam e la svendita dei terreni. A rischio, secondo i 200 contadini firmatari di una petizione contraria, risulterebbero soprattutto le colture di aglio rosso, ma anche quelle ortofrutticole, soprattutto delle pesche "giallone" (premiate dalla regina Elisabetta) e dei cereali. Solo la centrale, che dovrebbe sorgere a Case Pente (nei pressi del cimitero) comprometterebbe, a sentire gli agricoltori, circa la metà della produzione annua di aglio (circa 80mila quintali), ma anche quella dell'olio (il 3% di tutto il quantitativo regionale) e 2.500 capi di bestiame, di cui 1.500 suini. Il progetto di lungo corso del metanodotto Sulmona-Foligno, uno dei 5 tronconi della Rete Adriatica, dovrebbe correre lungo 168 chilometri, attraversando tre regioni (Abruzzo, Umbria e Lazio) e 20 Comuni solo in Abruzzo. E sono: Sulmona, Pratola Peligna, Roccacasale, Corfinio, Collepietro, Navelli, Caporciano, San Pio delle Camere, Prata d'Ansidonia, Fagnano Alto, San Demetrio ne' Vestini, Poggio Picenze, Barisciano, L'Aquila, Pizzoli, Barete, Cagnano Amiterno, Montereale (provincia dell'Aquila; Popoli (Pescara). L'iter della Snam risale al 2004, quando dopo l'ottenimento di un primo requisito di pubblica utilità (poi scaduto), il procedimento è andato avanti a grandi passi fino ai giorni nostri.
Federica Pantano
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