Gasdotto e centrale, la lotta non si ferma

20 Gennaio 2023

Il presidente degli Usi civici di Paganica-San Gregorio: «Opera dannosa, pronti alle barricate»

SULMONA. «Il territorio di Paganica e San Gregorio, assieme agli altri attraversati dal metanodotto Snam, è pronto a fare le barricate contro un’opera costosa, inutile, pericolosa e che porterebbe a un impoverimento irreversibile, a beneficio dell’arricchimento di pochi».
È quanto ha ribadito Fernando Galletti, presidente dell’Amministrazione separata degli Usi civici (Asbuc) di Paganica-San Gregorio, frazioni del comune dell’Aquila, nel corso della riunione che si è tenuta a palazzo San Francesco a Sulmona, coi sindaci e i rappresentanti delle istituzioni del territorio, per ribadire la contrarietà al metanodotto Snam Sulmona-Foligno, con avvio dei lavori previsti a luglio 2024. «Riunione necessaria», ha detto Galletti, «a mettere a punto e condividere le osservazioni poi inviate all’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera), che ha stabilito che occorre una consultazione pubblica che coinvolga i territori, come precondizione per il definitivo via libera all’opera». Le argomentazioni contro il metanodotto si trovano nei documenti, sia di carattere generale, sottoscritti dal presidente Galletti per conto dell’Asbuc, sia di carattere più mirato all'impatto, devastante, sul solo territorio di Paganica e San Gregorio, che dovrebbe essere attraversato dall’opera per ben 36 ettari. Per quanto riguarda gli aspetti generali, nelle osservazioni si evidenzia che nonostante «la forte diminuzione dei consumi di gas rispetto a quelli di picco del 2005 di circa 18 miliardi di metri cubi, pari ad una riduzione del 21%, Snam continua ad insistere per la sua realizzazione». E Galletti ha ricordato che «anche l’Eni e l’Anigas nelle loro osservazioni al Piano decennale Snam 2020-2029 hanno evidenziato la non necessità della realizzazione e di investimenti non necessari a garantire il soddisfacimento della domanda nazionale». La Snam dovrebbe poi spiegare perché «il costo dell’opera è aumentato nell’arco di due anni del 50%. In quanto all’impatto sul territorio di Paganica e San Gregorio, nelle osservazioni l’Asbuc ricorda che i 36 ettari di terreno di uso civico interessati sono in una delle poche zone verdi e incontaminate della zona. Inoltre, l’area interessata presenta notevoli criticità, prima fra tutte la presenza di faglie sismiche attive. Infine, la questione dei «danni economici causati all’attività agricola praticata su un'ampia porzione di terreni a cominciare dalla coltivazione del tartufo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.