Gasdotto, i «no Snam» tornano in piazza

19 Giugno 2019

Stamattina sit-in nell’area dove si deve installare la centralina di monitoraggio: le bocciature del Tar riarmano la battaglia

SULMONA. La doppia bocciatura da parte del Tar Lazio dei due ricorsi contro il via libera del governo alla centrale Snam riarma la battaglia del fronte del no. I comitati cittadini, che ieri hanno tenuto una conferenza stampa con il coordinamento interregionale no hub del gas, saranno stamattina in sit-in a piazzale Di Bartolomeo dalle 10. Qui la Snam dovrà istallare la centralina per il monitoraggio dell’aria.
«Ad attenderli troveranno i cittadini che ricorderanno loro che il territorio è di chi ci vive, non della Snam», fa notare Mario Pizzola, «non saranno le sentenze del Tar a fermarci: la lotta per impedire la costruzione della centrale e del metanodotto Rete Adriatica della Snam proseguirà anzi con determinazione ancora maggiore. Sono proprio le motivazioni delle sentenze, la loro debolezza e la loro palese contraddittorietà a convincerci della giustezza di una battaglia che i cittadini portano avanti da quasi dodici anni».
Le motivazioni della sentenza, dunque, per gli ambientalisti rappresentano proprio il presupposto per ricorrere al Consiglio di Stato. In primis la valutazione di impatto ambientale spacchettata tra i cinque tronconi del gasdotto da 680 chilometri, poi l’assenza della valutazione ambientale strategica, oltre soprattutto alla sottovalutazione del rischio sismico e al presupposto dell’utilità dell’opera per l’approvvigionamento del gas in Italia.
«Ciò non è affatto vero perché in Italia c’è una sovrabbondanza di gas», ricorda Pizzola, «i consumi interni si aggirano intorno ai 75 miliardi di metri cubi annui, mentre le infrastrutture di importazione, metanodotti e rigassificatori, hanno una capacità di trasporto superiore a 120 miliardi di metri cubi. Per di più il piano energetico del Governo prevede che i consumi italiani di gas, entro il 2030, scenderanno ulteriormente a 60 miliardi di metri cubi annui».
Per gli ambientalisti, le maggiori incongruenze sarebbero nel rischio sismico. «Per il tratto del metanodotto Sulmona-Foligno il Tar sostiene che la questione è stata sviscerata in modo approfondito e dettagliato, peccato che Sulmona sia stata catalogata come rischio sismico 2 e non 1», precisa Giovanna Margadonna, «e che nel 2018 il ministero dello Sviluppo economico abbia commissionato all’Ingv degli approfondimenti in tal senso. Senza contare, poi, le 46 prescrizioni sollevate dalla commissione nazionale Via alla Snam che imporrebbero di rifare il progetto».
Per questo i comitati sollecitano Regione e Comune a proseguire la battaglia e a ricorrere contro la sentenza del Tar al Consiglio di Stato. Giorgia Mazzotta del coordinamento e di AltreMenti ha ricordato il secondo campeggio no Snam dopo quello di Pasqua, che si terrà a fine agosto a Campo di Giove.
©RIPRODUZIONE RISERVATA