Gasdotto, il governo ci riprova

6 Febbraio 2015

Fissata la nuova conferenza dei servizi con Regioni e Comuni

SULMONA. Mette il turbo l’iter autorizzativo del metanodotto Snam. Dopo la pubblicazione della piccola variazione al tracciato, le cui osservazioni scadevano il mese scorso, è stata convocata la prima conferenza dei servizi per martedì 24 febbraio. Fra meno di venti giorni a Roma, nella sede del ministero dello Sviluppo economico, si dovrà decidere la costruzione del metanodotto Sulmona-Foligno. Dei 687 chilometri del metanodotto che corre da Massafra a Minerbio, diviso in cinque grandi tronconi, solo il primo è stato già realizzato. Da Biccari a Massafra il gas passa dentro le nuove tubature, mentre il secondo tratto Biccari-Campochiaro è stato autorizzato e sono in corso gli espropri dei terreni.

Il progetto prevede, poi, una centrale di compressione a Sulmona e gli ultimi tre tratti Sulmona-Foligno, Foligno-Sestino e Sestino-Minerbio. Arriva alle battute finali il progetto che corre su due binari, da una parte il metanodotto e dall'altra la centrale di compressione su cui si attende la pronuncia del Governo dopo la negazione di novembre all’intesa con lo Stato da parte della Regione. Da qui il l'appello dei Comitati cittadini per l'ambiente che sollecitano la mobilitazione popolare.

«Sono state convocate le Regioni Abruzzo, Umbria, Marche e Lazio, le Province di Pescara, L'Aquila, Perugia, Macerata e Rieti, le otto Comunità montane e i 26 Comuni interessati dall’attraversamento dell'opera» affermano gli ambientalisti «per cui riteniamo indispensabile la coordinazione delle iniziative con tutti i sindaci dei territori attraversati e con le altre regioni coinvolte. Occorre portare a conoscenza dei cittadini le ipotesi alternative della Regione. Non basta dire di no. In primo luogo i sindaci mobilitino i cittadini attraverso assemblee pubbliche».

In particolare, i comitati si rivolgono al sindaco di Sulmona, Peppino Ranalli.

«Si deve porre alla guida della lotta e prevedere consulenze sismiche, tecniche e legali, oltre alla prima fase dello studio della qualità dell’aria in Valle Peligna» concludono «ai sindaci della zona ricordiamo che sono stati eletti per tutelare i diritti della comunità». (f.p.)

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