Gasdotto, ora si riarma il fronte del no
Le associazioni pronte a dare battaglia dopo la frenata espressa dal nuovo ministro sul piano Tap
SULMONA. La svolta alla battaglia contro centrale e metanodotto della Snam potrebbe arrivare dal nuovo governo.
L’esecutivo, infatti, va verso la ridefinizione delle infrastrutture che si fondano su fonti energetiche fossili e non rinnovabili. Addirittura il neo-ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha dichiarato l’inutilità di tali opere che andranno riviste, riferendosi al gasdotto Tap, legato a doppio filo col metanodotto Sulmona-Foligno. «Il fascicolo Tap è sul tavolo e lo stiamo già affrontando, con priorità, considerando chiaramente che siamo al quarto giorno di lavoro appena», fa notare Costa. «Il presupposto è che vista la strategia energetica, visti i consumi di gas in calo, quell’opera oggi appare inutile. Pertanto sarà revisionata, così come prescritto nel contratto, come le altre opere di concerto con altri ministeri». Dunque, l’idea dell’ex generale dei carabinieri ed esperto di ecomafie è di rimettere in discussione progetti come questi, visti «i consumi di gas in calo in Italia, si tratta di un’opera inutile che verrà revisionata», come prevede il contratto di programma del governo M5S-Lega. Tanto basta per riarmare la battaglia del fronte del no al metanodotto, e alla centrale della Snam, fronte che da dieci anni si batte contro il progetto della multinazionale. Intanto, la lotta va avanti sotto il profilo giuridico, dopo l’udienza che si è tenuta mercoledì davanti al Tar Lazio per chiedere la sospensiva al via libera a costruire la centrale, arrivato in un consiglio dei ministri il 22 dicembre e confermato in un decreto di marzo. I giudici amministrativi nell’udienza dell’altro giorno non hanno concesso la sospensiva, se non altro perché non sono ancora in corso i lavori per la realizzazione dell’impianto di Case Pente. Il Tar, dunque, ha preso tempo, rinviando la decisione a ottobre. Nel frattempo, così come prevedono le norme in materia e le prescrizioni di legge, l’Arta ha fatto sapere di dover avviare il monitoraggio della qualità dell’aria per un anno intero. Un tempo più che sufficiente per rimettere in discussione l’intero progetto e bloccarlo una volta per tutte, così come annunciato dal sindaco Annamaria Casini, che ha promosso il ricorso al Tar con gli altri Comuni e i comitati. Tutte motivazioni infondate per la Snam, che ha aperto dal 20 aprile un sito web dedicato ai suoi progetti in Abruzzo, primo tra tutti quello tanto contestato di centrale e metanodotto Sulmona-Foligno.(f.p.)
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