Gasdotto, Ranalli è preoccupato

«Battaglia lunga e complessa, faremo valere la nostra contrarietà»
SULMONA. Si complica la battaglia degli enti locali e degli attivisti contro la Snam. Nemmeno l'esplosione di un gasdotto a Mutignano di Pineto riesce ad aiutare la lotta del fronte del no, con la multinazionale che ha annunciato uno studio sulla fattibilità sismica del progetto nell'ultima conferenza dei servizi sul metanodotto. Il sindaco di Sulmona, Peppino Ranalli, presente all'incontro, non nasconde la sua preoccupazione. «Si tratta di una battaglia lunga e complessa», spiega, «ma siamo pronti a combatterla fino in fondo. Più volte ci siamo espressi contro e faremo il possibile per vedere ascoltate le nostre ragioni». I Comitati cittadini per l'ambiente, che hanno presidiato la sede del ministero coi cartelli durante le cinque ore di riunione, chiedono lo stop dell'iter in corso. «Fortunatamente la mossa a sorpresa della multinazionale ha prodotto l'effetto contrario di quello desiderato», riflette Mario Pizzola per gli ambientalisti, «poiché i rappresentanti delle istituzioni locali intervenuti nella conferenza di servizi, sono usciti ancora più convinti della insostenibilità di un progetto che sconvolgerebbe i territori dell'Appennino centrale, molto fragili sotto il profilo sismico, idrogeologico ed ambientale. Peraltro, come ha opportunamente fatto presente l'assessore regionale Mario Mazzocca, quello commissionato dalla Snam al politecnico di Milano è uno studio troppo generico e non ancora minimamente formalizzato; uno studio che non corrisponde a quello che deve essere redatto e che deve partire dai dati della sismicità e microsismicità locale dei singoli territori attraversati». Da qui la richiesta allo stop. «È necessario», aggiunge Pizzola, «che la Regione sia messa nelle condizioni di confrontarsi con la Snam attraverso un proprio studio e che per questo abbia a disposizione un congruo periodo di tempo, così come lo ha avuto la Snam, sennò saremmo di fronte ad uno Stato che rinuncia definitivamente a svolgere il proprio ruolo di arbitro. La conferenza di servizi non solo va sospesa, ma non doveva neppure essere aperta, stante la carenza di studi di dettaglio sulla sismicità». (f.p.)
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