Gasdotto, resa dei conti politica Di Piero: Marsilio tuteli la salute

17 Giugno 2022

Il sindaco ribadisce la contrarietà del Comune all’opera e critica il via libera tecnico dato dalla Regione Fratelli d’Italia: a Roma il centrosinistra acconsente alle scelte del governo, qui finge di contestarle 

SULMONA. Si fa sempre più aspro lo scontro politico sul sì della Regione Abruzzo alla realizzazione del metanodotto Snam Sulmona Foligno e della mega centrale di spinta prevista in località Case Pente. Da una parte il centrosinistra che lancia duri attacchi al presidente Marco Marsilio, il quale replica addossando ogni responsabilità alla politica del governo e dello stesso Partito democratico che ha di fatto autorizzato la realizzazione del metanodotto e della centrale, con un blitz durante gli ultimi giorni del governo Gentiloni. In mezzo gli ambientalisti che da 15 anni stanno lottando contro la realizzazione dell’opera, una volta contro il centrosinistra e oggi contro il centrodestra. Sulla questione è intervenuto il sindaco di Sulmona, chiamato in causa dallo stesso Marsilio. «Il Comune di Sulmona su centrale e gasdotto è stato sempre chiaro», precisa Gianfranco Di Piero, «anche in questi giorni, precedenti la convocazione della riunione di mercoledì, abbiamo ribadito la necessità di uno studio sismico sull’opera che attraversa 168 chilometri di territorio, segnato da varie faglie sismiche. Per questo motivo è uno studio da cui non si può prescindere. Mi dispiace polemizzare con il presidente Marsilio, ma le istituzioni non possono limitarsi a esprimere valutazioni tecniche, essendo preposte a tutelare interessi generali della collettività, in particolare la salute e la sicurezza dei cittadini».
Al sindaco e al centrosinistra arriva pronta la replica degli esponenti territoriali di Fratelli d’Italia: «Non accettiamo che i cittadini della Valle Peligna vengano presi in giro da un centrosinistra che a Roma acconsente alle scelte del governo sul metanodotto Snam e che sul territorio finge di contestarle. È bene precisare che la riunione tenutasi mercoledì è stata convocata dalla presidenza del Consiglio dei ministri, non certamente dalla Regione, su un’opera che il governo reputa strategica. È ridicolo quanto puerile il tentativo di cercare di scaricare responsabilità inesistenti sul presidente Marsilio e sulla Regione Abruzzo». In mezzo gli ambientalisti che puntano il dito contro il presidente della Regione: «Sul metanodotto e la centrale Snam tutti i livelli istituzionali, dai Comuni alla Provincia alla Regione, fino a oggi hanno espresso, con delibere motivate anche tecnicamente, il loro no. La giunta regionale, presieduta da Luciano D’Alfonso, ha prodotto sette delibere per negare l’intesa della Regione con lo Stato. Il Consiglio regionale d’Abruzzo, compreso quello attuale, ha votato all’unanimità 10 risoluzioni di contrarietà al progetto della Snam», sottolinea il Comitato cittadini per l'ambiente, «Marsilio dovrebbe sapere, ma evidentemente lo ignora, che la Regione non possiede territorio: la titolarità territoriale è dei Comuni e spetta a essi certificare se l’opera è compatibile o meno con gli strumenti urbanistici. E la maggior parte dei Comuni ha attestato che il metanodotto non è compatibile. Così come non è compatibile con gli usi civici, presenti in molte aree attraversate dal metanodotto. Quindi cade anche la pretesa giustificazione tecnica dell’operato del presidente Marco Marsilio», concludono gli ambientalisti.
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