Gasdotto, scontro infinito

4 Ottobre 2014

SULMONA. «Definire Sulmona e la Valle Peligna zone marginali, ai piedi di una catena montuosa, è una vergognosa offesa, come lo sarebbe per ogni altra porzione di territorio italiano». Il presidente...

SULMONA. «Definire Sulmona e la Valle Peligna zone marginali, ai piedi di una catena montuosa, è una vergognosa offesa, come lo sarebbe per ogni altra porzione di territorio italiano». Il presidente del consiglio comunale Franco Casciani non lascia cadere quanto affermato dalla Snam nell’ultimo incontro a Roma e invia una lettera al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, in cui chiede di intervenire. «Il tutto mosso a sostegno, non di una pubblica necessità, ma dello spasmodico bisogno di un lucro economico» aggiunge «l’offesa mossa alla città di Sulmona, alla Valle Peligna e all’Abruzzo, è un’offesa all’Italia, con l’aggravante che tale delitto è stato commesso all’interno di un ministero ed alla presenza delle cariche istituzionali rappresentanti la città di Sulmona, la Regione e lo Stato italiano. Signor presidente, mi rivolgo a lei, nella mia qualità di istituzione della città di Sulmona e a nome della assise che presiedo» conclude Casciani «affinché intervenga in merito, restituendo la giusta dignità al comprensorio peligno, che per norma costituzionale gode degli stessi diritti e doveri di qualsiasi porzione della nostra amata Italia». Nello stesso tempo, Clotilde Iavarone, dell’associazione “Orsa pro natura” avverte sui «rischi per la salute e l’ambiente connessi alla centrale di Case Pente». (f.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA