Gasdotto Snam, Comune bocciato ma il sindaco annuncia battaglia

I giudici amministrativi del Lazio rigettano l’appello per la realizzazione del metanodotto Di Piero: decideremo se ricorrere al Consiglio di Stato. Gli ambientalisti: «L’opera non è sicura»
SULMONA. «Non è condivisibile l’architrave logico da cui muove la tesi del ricorrente, secondo il quale i decreti ministeriali recanti l’aggiornamento della rete nazionale dei gasdotti avrebbero natura pianificatoria». Con queste motivazioni i giudici amministrativi del Tar del Lazio hanno respinto il ricorso intentato dal Comune di Sulmona contro la realizzazione del metanodotto Snam. Una doccia fredda per l’ente, che è stato condannato a pagare circa 14mila euro di spese di giudizio, e per i comitati cittadini che da decenni lottano per impedire alla multinazionale di costruire l’opera sul territorio. Il Comune di Sulmona aveva impugnato il decreto attraverso il quale veniva rilasciata alla Snam l’autorizzazione unica per la costruzione e l’esercizio del metanodotto Sulmona-Foligno. Secondo il Tar i motivi posti alla base del ricorso sono infondati poiché «i termini di efficacia del decreto di valutazione di impatto ambientale trovavano applicazione ai soli procedimenti, evidentemente diversi da quello all’esame, incardinati dopo il gennaio 2008». Inoltre, si legge nell’ordinanza, «la non sottoposizione a vas (valutazione ambientale strategica relativa a un’infrastruttura, ndc) dei progetti dei gasdotti della rete nazionale è stata già affrontata e risolta sia dalla commissione Europea sia dalla giurisprudenza espressasi sul progetto all'esame». Ma c'è di più. Il Tar ha respinto anche l’eccezione sollevata dall’ente riguardante le prescrizioni preliminari che la Snam è tenuta ad osservare per legge. «In relazione al rapporto fra le prescrizioni di valutazione impatto ambientale e l'autorizzazione unica, ossia riguardante il tema della “antecedenza” delle verifiche di ottemperanza, le stesse vanno ottemperate in sede di progetto esecutivo e comunque prima dell'inizio dei lavori», osservano dal Tar che ha respinto il ricorso e ha condannato il Comune al pagamento delle spese di lite. Il sindaco Gianfranco Di Piero si riserva al riguardo di esaminare l’ordinanza dei giudici per decidere il da farsi. Al vaglio anche il ricorso in secondo grado, ovvero al Consiglio di Stato. «È una valutazione che faremo in queste ore. Sicuramente, alla luce di tale determinazione, revochiamo il mandato che ieri abbiamo conferito all’avvocato sull’altro ricorso», annuncia il primo cittadino. Il riferimento è alla delibera dell’esecutivo attraverso la quale il comune aveva incaricato il legale, Sergio Della Rocca, per impugnare il decreto che concedeva alla Snam la proroga per la costruzione della centrale di compressione, opera strettamente collegata al metanodotto. Intanto sul punto sono tornati alla carica i comitati cittadini per l’ambiente che, dopo l’incendio avvenuto nei giorni scorsi a Cupello, insistono sulla sicurezza. «Il grave incidente verificatosi è una ulteriore conferma di quale sia il livello di sicurezza tanto decantato dalla Snam», concludono gli ambientalisti.
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