Gaza in ginocchio, soffre l’Abruzzo

Timori anche per le strutture realizzate in città da imprenditori guidati da Iezzi
SULMONA. Le bombe su Gaza e i timori per quello che sarà della Palestina. Sono giornate di terrore all’interno della Striscia - a ormai più di un mese dall’offensiva di Hamas su Israele che ha dato il via al conflitto - finita sotto assedio e al centro di una gravissima emergenza umanitaria. C’è anche un pezzo d’Abruzzo che soffre per il destino crudele al quale sta andando incontro il popolo palestinese: si tratta di Franco Iezzi - ex presidente del Parco della Maiella - responsabile della società Pdc che per anni ha investito nello sviluppo infrastrutturale nei territori della Striscia e a Gaza City. Iezzi, insieme ad altri imprenditori abruzzesi e non, ha iniziato a occuparsi (come volontario) delle sorti palestinesi dal 1995, quando un accordo tra il governo di Yasser Arafat e il gruppo di costrutti internazionali Sci sancì la nascita della società Pdc (Palestinian development company), che avrebbe dovuto occuparsi della realizzazione di case ed edifici pubblici per i palestinesi dopo gli accordi di Oslo del 1992 tra l’Olp e Israele. Tante delle opere realizzate da Pdc negli ultimi venti anni sono ora nel mirino delle forze israeliane: alcune potrebbero essere già andate distrutte. È il caso, per esempio, delle quattro torri simboliche costruite a Gaza City (una fu distrutta nei bombardamenti del 2014) o delle scuole e degli ospedali edificati nella Striscia. L’attività di Iezzi, originario di Sulmona, e degli altri uomini impegnati con la Pdc ha visto la consegna - alla fine degli anni ’90 - di circa 27mila alloggi per quasi 130mila palestinesi. Ora le preoccupazioni sono rivolte anche alla perdita del patrimonio immobiliare che tanto aveva contribuito al miglioramento delle condizioni di vita dei palestinesi.(l.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

