Gelatiere aquilano capitano degli Usa ai mondiali di Rimini

31 Marzo 2017

Biasini è contitolare del Gran Caffé L’Aquila a Philadelphia «L’Italia non partecipa, ma nel mio cuore la rappresenterò»

L’AQUILA. Lo sono stati Altafini e Montuori e, in tempi più recenti, Camoranesi e Thiago Motta. L’ultimo in ordine di tempo potrebbe essere il romanista Emerson Palmieri dos Santos. Gli oriundi nel calcio hanno fatto grande la nazionale italiana. Ebbene, dall’Aquila, con un viaggio al contrario, parte un oriundo che sarà il capitano della squadra Usa. Non correrà dietro a un pallone, però, e regalerà con le sue magie palline di gelato di altissima qualità. Stefano Biasini è di Civita di Bagno e parteciperà alla Coppa del Mondo 2018 di gelateria con indosso il grembiule a stelle e strisce. Appena tre anni fa era elemento di spicco della nazionale azzurra, ma il terremoto in questo caso ha accelerato i tempi della globalizzazione tanto che lo stesso Biasini, e il suo socio Michele Morelli già da anni hanno aperto il Gran Caffè L’Aquila a Philadelphia negli Stati Uniti. Una sorta di trasloco oltreoceano del bar che era un punto di riferimento in piazza Duomo prima del terremoto del 2009 e oggi lo è su viale Corrado IV.

Per Biasini, che sarà a Rimini dal 20 al 22 gennaio del prossimo anno in occasione della manifestazione al Salone internazionale della gelateria e pasticceria, la convocazione e “fascia da capitano” non sono stati un regalo. Il gelatiere aquilano ha superato i suoi competitor nei trials di categoria che si sono svolti vicino a Portland nell’Oregon.

Che il rapporto tra il gelatiere aquilano e gli Usa sia stato un amore a prima vista lo ha dimostrato anche il coraggio di inserire nei menu del Gran Caffè L’Aquila di Philadelphia una novità come il gelato gastronomico. «Va di moda da 4-5 anni», commenta Biasini, «ed è l’abbinamento tra un piatto di cucina e un gelato che dà sul salato. La carbonara con gelato di pancetta, per esempio, oppure gli agnolotti di carne con gelato al tartufo bianco». Esempi analoghi sono il pesto di pistacchio e il caramello: quando la cucina incontra il gelato. Circa la conquista della nazionale Biasini spiega che «il meglio deve ancora venire, questo è solo l’inizio. Adesso il percorso dei prossimi otto mesi sarà duro, con allenamenti che si svolgeranno in Oregon. Sono gli effetti della globalizzazione importante. Nonostante le polemiche seguite alle elezioni si può dire che la squadra Usa è multietnica. Oltre a me, infatti, il team manager è messicano, lo chef è cinese, lo scultore di ghiaccio e il pasticcere sono americani». Il cambio di casacca non lo imbarazza, «anche perché l’Italia non c’è» poiché per regolamento la squadra campione in carica non partecipa all’edizione successiva «e quindi mi sento di rappresentare un po’ anche l’Italia». Il gelato creato da Biasini, dopo 6 mesi dall’apertura del bar in Usa, ha preso il titolo best of philly, riconoscimento che il Philadelphia magazine attribuisce ogni anno alle migliori attività. Per due anni consecutivi quello del Gran caffè l’Aquila è stato indicato come il miglior gelato della città.

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