Genovesi: «Siamo il vero cambiamento contro l’arroganza»

Il segretario provinciale della Lega: «Il mio rivale già bocciato È mascherato da civico ma rappresenta la vecchia sinistra»
AVEZZANO. Tiziano Genovesi, 40 anni, imprenditore nel settore edile, è il segretario provinciale della Lega. Al primo turno è stato sostenuto da quattro liste (Lega, Fratelli d’Italia, Udc e Cambiamo) ottenendo 5.470 preferenze, pari al 22,14%.
Il 45% dei cittadini ha votato i quattro avversari esclusi dal ballottaggio. Perché dovrebbero convergere verso la sua coalizione?
«L’elettorato che non ha votato i due candidati sindaci al ballottaggio dovrebbe convergere sul sottoscritto per il semplice fatto che la stragrande maggioranza della città è di centrodestra, come dimostrano i dati del primo turno che sono stati schiaccianti. A livello politico noi siamo il cambiamento, generazionale e nel metodo, rispetto a un ex sindaco, già bocciato al ballottaggio del 2017, per aver male amministrato a differenza di quanto affermava ieri e afferma oggi. Noi costruiremo una città sicura nella quale la serenità, il benessere e la meritocrazia saranno valori indiscussi, insieme alla realizzazione di opere strategiche attese da decenni».
In consiglio ci saranno più anime in minoranza. Pensa sia un bene per la città?
«Le minoranze sono sempre importanti, hanno ragione quanti pensano che una maggioranza faccia bene il proprio mestiere quando c’è una opposizione all’altezza. Ma a patto che l’opposizione sia politicamente propositiva e non preventivamente e strumentalmente contro. Mi preoccupo comunque se Avezzano dovesse avere una maggioranza con gruppi e gruppetti che sono lì per ambizioni personali come quelli eletti nelle file di Di Pangrazio che già è a rischio governabilità viste le schegge impazzite che girano intorno all’ex sindaco».
La campagna elettorale degli ultimi giorni ha esasperato i toni. Vista la situazione di sostanziale criticità quale sarà l’approccio con chi non l’ha votata?
«La campagna elettorale porta fisiologicamente ad alterare i toni della discussione, quando arriverà il momento di amministrare le minoranze reciteranno il ruolo a loro assegnato e troveranno sicuramente una disponibilità all’ascolto, naturalmente, nei limiti dell’azione amministrava indicata dalla mia maggioranza. Voglio essere il sindaco di tutti e risolvere i problemi della collettività anche ascoltando le minoranze».
Le associazioni di categoria hanno detto a chiare note di voler compartecipare alle scelte per il futuro della città. Come pensa di declinare, e in che tempi e forma, il patto di collaborazione?
«Le esigenze palesate con forza dalle associazioni datoriali nascono proprio dalla mancanza di ascolto delle ultime amministrazioni, compresa quella di Di Pangrazio, una cattiva abitudine che purtroppo abbiamo registrato in tutta la campagna elettorale e non solo con questi componenti importanti della città. Con me ci sarà una netta inversione di tendenza che terrà conto dei vari portatori di interesse attraverso la istituzione di apposite consulte che non saranno scatole vuote ma che indicheranno la strada maestra».
Un suo ultimo appello al voto utile.
«Invito gli elettori a votare il vero cambiamento contro la vecchia sinistra rappresentata da un Di Pangrazio camuffato da civico che ha già dimostrato, è bene ricordarlo, di amministrare con arroganza, presunzione e con una gestione spendacciona. Di Pangrazio ha speso circa un milione di euro per consulenze legali e staff che hanno premiato molte volte persone di fuori città, come dimostrano i fatti. Con me saranno ridotte nettamente. Di Pangrazio ha cambiato circa 20 assessori, alcuni dell’Aquila, con me ci sarà un blocco granitico che garantirà serietà e stabilità».
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