Geolab e le calamità, la famiglia diventa la prima Protezione civile

22 Aprile 2020

I consigli degli studiosi Moretti, Ferrini e Ursini su come comportarsi in caso di un eventuale sisma o altro evento durante una quarantena come quella che si sta vivendo attualmente per l’epidemia

L’AQUILA. Il fatto di essere in piena crisi sanitaria non può farci dimenticare che L'Aquila resta ad alto rischio sismico e questo significa che in ogni momento bisogna essere pronti a far fronte a una emergenza nell'emergenza. Il laboratorio di Geologia, Sismologia e Radioprotezione (Geolab) dell’Università dell’Aquila (Antonio Moretti, Gianluca Ferrini, Elio Ursini) ha messo a punto un documento con il quale si ricordano «le buone pratiche di prevenzione sismica riviste sull’esperienza pratica sviluppata dai suoi operatori nel corso di vari interventi di soccorso e alla luce dell’ampia bibliografia internazionale di settore oggi reperibile».
«In determinati frangenti», scrivono gli esperti di Geolab, «la vulnerabilità del nostro sistema sociale è enormemente aumentata e induce un matematico aumento del rischio e dell’esposizione. Un malaugurato allarme sismico in questo particolare momento di crisi sanitaria porterebbe a uno stravolgimento delle pratiche di reazione alla scossa. I comportamenti individuali assunti per il contenimento del contagio del coronavirus ci impongono quella che viene chiamata distanza sociale e quindi tutto deve essere riletto sotto un’ottica diversa».
IL DOCUMENTO. Il documento è naturalmente molto lungo e complesso, ma la vera novità è che viene messo in risalto il ruolo del singolo e della famiglia come primo “soccorso” in caso di una forte scossa di terremoto o di altro fatto catastrofico. Non aspettare quindi imput dall'esterno per agire ma attrezzarsi e pianificare cosa è utile fare immediatamente dopo l'evento. Il Geolab infatti scrive : «Le associazioni di Protezione civile educano ed invitano la popolazione ad adottare alcune semplici misure per prepararsi e rispondere alle potenziali emergenze. In particolare, si chiede ai singoli di fare tre cose chiave: 1) Preparare e mantenere efficiente un kit di alimentazione e di emergenza. 2) Fare un piano familiare di reazione alle varie emergenze. 3) Informarsi sui diversi tipi di emergenze che potrebbero verificarsi nel territorio di residenza e le risposte appropriate. Tutti coloro che vivono in una zona a rischio sismico o idraulico dovrebbero avere alcune forniture di base a portata di mano al fine di sopravvivere per almeno tre giorni nel caso si verifichi un'emergenza».
KIT DI SOPRAVVIVENZA. «Sarebbe prudente», secondo Geolab, «avere almeno due kit di alimentazione e di emergenza, un kit completo a casa o in auto e kit portatili più piccoli da portare sul posto di lavoro, a scuola o in altri luoghi dove si trascorre molto tempo. Per comodità è consigliabile custodire il kit principale in un borsone impermeabile con manici robusti, tale da essere facilmente prelevato in caso di fuga». Segue un lungo elenco su cosa dovrebbero contenere tali kit. C'è naturalmente il cibo (acqua e alimenti a lunga conservazione), il vestiario (almeno un cambio completo di abbigliamento), materiale per l'igiene, la pulizia e la disinfezione, una tenda con materassino gonfiabile e sacco a pelo, una lampada frontale individuale con batterie di ricambio, fornello da campeggio a gas, cellulare e radio portatile, set di posate, cassetta dei medicinali, copia dei documenti familiari importanti, copia delle chiavi della macchina e di casa, denaro contante (i bancomat potrebbero non funzionare) , materiale per scrivere e altri oggetti utili.
PIANO EMERGENZA. La cosa forse più importante, in base al documento di Geolab, è creare un piano di emergenza familiare «in modo che ogni componente sappia come comportarsi in caso di crisi. Un piano ben congegnato può essere stilato in pochi passaggi: 1) Con la tua famiglia o le persone che vivono con te, parla di come preparare e rispondere alle varie emergenze che hanno più probabilità di accadere nel territorio dove vivi, lavori, vai a scuola e giochi. 2) Identifica le responsabilità per ogni membro del tuo nucleo familiare. 3) Consulta il piano di Protezione civile comunale. 4) Fissa due luoghi di ritrovo della famiglia».
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