Geometra rapinato, pronte le richieste di processo

18 Luglio 2016

Sono cinque gli accusati dell’assalto alla villa del funzionario comunale Il costruttore Walter D’Alessandro è sospettato di essere il mandante

L’AQUILA. Pronte le richieste di processo da parte della Procura della Repubblica per il costruttore il costruttore aquilano Walter D'Alessandro e quattro stranieri coinvolti nel pestaggio del geometra del comune dell'Aquila Carlo Cafaggi rapinato e preso a calci e pugni il 18 settembre del 2014 nella sua villa, alla periferia della città, alla presenza della famiglia. In una delle vicende che ha fatto più scalpore e destato preoccupazione in città, una sorta di«Arancia meccanica aquilana», il noto imprenditore impegnato anche nella ricostruzione è accusato di essere il mandante, mentre Arjiane e David Gjnidi 29 e 24 anni residenti a Teramo; Edmond Ginaidi (35), residente a Villa Vomano (Teramo) e Valentin Drugadi (35), secondo l'accusa sono gli esecutori della rapina che ha fruttato un bottino di numerosi Rolex e preziosi. Il fatto è stato violento che, come hanno denunciato Cafaggi e la moglie, ha segnato per sempre anche i loro figli che hanno assistito al pestaggio del padre al quale, oltre a calci e pugni che lo hanno reso sofferente per i mesi successivi, i malviventi hanno puntato una pistola (forse finta) alla testa.

Dopo la conclusione delle indagini, il pm vuole confermare le accuse puntando dritto alle richieste di rinvio a giudizio con le ipotesi di reato di rapina e sequestro di persona. Secondo la ricostruzione dei fatti, gli indagati sono entrati a volto scoperto e con tute da lavoro uguali di notte nella villa a Monticchio rubando orologi Rolex e preziosi. Il funzionario venne legato e imbavagliato con un nastro e picchiato. I malviventi avevano malmenato il geometra comunale «perché in un primo momento si era rifiutato di indicare dove erano custoditi oggetti preziosi».

Inizialmente si era pensato, per errore, ad un movente legato al diniego di Cafaggi a una richiesta legata alla ricostruzione post terremoto nelle sue funzioni di funzionario pubblico, una ipotesi respinta dal geometra, il quale ha sempre sottolineato di non aver mai ricevuto minacce o richieste particolari.

Le indagini sono della squadra Mobile diretta da Maurilio Grasso. Gli esecutori furono incastrati dalle impronte digitali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA