Geometra sequestrato, in tre sotto processo

27 Settembre 2019

Vendetta dopo un mancato prestito di denaro. Una donna finisce nei guai per falsa testimonianza

AVEZZANO. Sequestro di persona, estorsione, violenza privata e lesioni personali. Con queste accuse tre avezzanesi, tutti di etnia rom, sono comparsi ieri mattina davanti tribunale di Avezzano. Il caso riguarda un geometra di San Benedetto dei Marsi terrorizzato dalle ritorsioni e costretto a consegnare 2mila euro. Sotto accusa Pasquale Di Silvio, 28 anni, Nazzareno Di Silvio, 27, e Leda Salvi, 37, mentre la posizione di Antonio De Silvio è stata stralciata perché aveva patteggiato precedentemente. Nel corso del processo sono stati ascoltati alcuni testimoni dell’accusa che però hanno affermato di non ricordare e di non sapere molto. Uno di loro, una donna, è finita sotto accusa per falsa testimonianza.
I fatti risalgono al 2011 quando il geometra si era offerto di fare da intermediario per aiutare una famiglia rom di Avezzano a ottenere qualche migliaio di euro da una finanziaria. Per quel prestito mai arrivato era finito sotto sequestrato per ore, costretto a consegnare una somma come risarcimento danni. Poi, per paura di nuove e più dure ritorsioni, era scappato dalla propria abitazione in due circostanze, la prima volta diretto a Montecatini Terme in Toscana e la seconda a Pescara. Dalle indagini dei carabinieri era emersa una storia di ricatti, soprusi e violenze che aveva portato a tre arresti e a una denuncia. Secondo l’accusa del sostituto procuratore Lara Seccacini, l’avezzanese era stato invitato nella casa della famiglia rom, nel quartiere Borgo Angizia, e qui sequestrato per ore. Aveva anche riportato le fratture del setto nasale e della mandibola. Per quel motivo aveva deciso di cambiare aria. I familiari, temendo una disgrazia, avevano denunciato la scomparsa ai carabinieri. Dopo alcuni giorni era stato rintracciato in un albergo di Montecatini Terme. In una seconda occasione il geometra aveva fatto perdere di nuovo le sue tracce finendo a “Chi l’ha visto?”. Infine era stato ritrovato a Pescara dove era in cerca di un nuovo lavoro. Era scattata l’indagine dei carabinieri di Avezzano ed erano finiti sotto accusa i tre rom che ieri sono comparsi davanti al collegio giudicante presieduto dal giudice Zaira Secchi.
L’udienza è stata aggiornata a marzo 2020. Gli accusati sono difesi dagli avvocato Antonio Pascale, Mario Del Pretaro e Vincenzo Retico.
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