Gerardini a rischio: al voto la sua revoca

SULMONA. Il futuro del Cogesa sarà deciso in una battaglia finale in assemblea dei soci. Nella tesa riunione di ieri, infatti, il controllo analogo del consorzio dei rifiuti ha autorizzato l’inserimen...
SULMONA. Il futuro del Cogesa sarà deciso in una battaglia finale in assemblea dei soci. Nella tesa riunione di ieri, infatti, il controllo analogo del consorzio dei rifiuti ha autorizzato l’inserimento tra gli ordini del giorno della prossima assemblea dei soci (ancora da fissare), il voto sulla revoca degli atti di sfiducia dell’ex consiglio di amministrazione e della conseguente nomina di Franco Gerardini come amministratore unico. Una prima vittoria, quindi, per i 35 Comuni ribelli. Una prima sconfitta, invece, per quelli che hanno voluto il cambio alla guida del Cogesa, Sulmona su tutti.
Ma la sfida è ancora aperta: se ieri ogni voto dei Comuni valeva uno, in assemblea invece si voterà in base alle quote. E Sulmona di quote ne avrà 200. «Considero un errore aver approvato la revoca di Gerardini, un professionista di assoluto livello che si sta dedicando gratuitamente allo studio e al risanamento della società», ha commentato a caldo il primo cittadino sulmonese Gianfranco Di Piero, aggiungendo: «Confido che i sindaci riflettano e mettano da parte interessi politici e di parte, facendo prevalere quelli aziendali. La revoca di Gerardini porterebbe a un ripristino dello status precedente. Siamo preoccupati per quella che è una situazione aziendale critica». Ha espresso pubblicamente amarezza per il voto anche il sindaco di Pettorano sul Gizio Antonio Carrara: «Purtroppo la maggioranza dei sindaci guarda indietro anziché al futuro di una azienda che ha innumerevoli problemi. Ce li ha ricordati lo stesso Gerardini, nella sua relazione che ha seguito il voto del controllo analogo, fornendoci anche l’elenco delle azioni intraprese e necessarie per risolvere le criticità».
Nella riunione di ieri è saltato – perché rinviato – il voto per selezionare il successore di Gerardini attraverso un bando pubblico. (l.t.)

