Gerosolimo: basta politica per distruggere

Lo sconfitto: sarà opposizione costruttiva, il movimento civico rappresenta la maggioranza relativa
SULMONA. Davanti alle vetrine del comitato elettorale in via Lamaccio, ieri notte, qualche buontempone ha lasciato due lumini accesi nel giorno che segna la disfatta di Andrea Gerosolimo. Lo sconfitto, che da un paio di settimane se ne sta chiuso nella sua abitazione di Prezza, ieri ha affidato il suo pensiero prima a un comunicato di poche righe e poi a un post sui social, augurando buon lavoro a Di Piero (e agli altri eletti), non risparmiando stilettate ai rivali di centrodestra e centrosinistra che lo hanno avversato negli ultimi mesi.
«La competizione elettorale rappresenta la massima manifestazione della democrazia», ha affermato l’ex assessore regionale nella giunta D’Alfonso, «oggi abbiamo ascoltato la voce della comunità di Sulmona che si è espressa in modo chiaro. Sulmona ha un nuovo sindaco e un nuovo consiglio. A tutti gli eletti va il mio personale augurio di buon lavoro, sempre e solo nell’esclusivo interesse della città. A Gianfranco Di Piero il compito di guidare questa città in un momento particolarmente difficile. Un momento nel quale bisognerà fare i conti con la conclusione di partite decisive come quelle del tribunale, della centrale di compressione e dell’ospedale. Spero, infine, che questa anomala campagna elettorale, che ha visto i partiti tutti insieme contro il civismo, possa ora lasciare il passo alla politica con la P maiuscola, una politica nella quale ci si unisce per costruire e mai per distruggere. Perché i progetti costruiti per andare contro hanno sempre avuto il fiato corto. Svolgeremo il nostro ruolo di opposizione e lo faremo in modo costruttivo perché per noi, prima di tutto, viene sempre e comunque Sulmona. Nei prossimi giorni faremo delle riflessioni sul risultato elettorale e sul futuro del movimento civico che rappresenta comunque la maggioranza relativa in città. Incontreremo i 112 candidati perché su di loro costruiremo la Sulmona del futuro».
Su Facebook, poi, ha citato Paolo VI che definiva la politica come «la più alta forma di carità». «E per me questa frase racchiude il senso di chi sacrifica gli affetti più cari e la propria vita privata per dedicarsi a quella degli altri, facendo di tutto per migliorare l’esistenza delle persone», il messaggio, «in questi anni ho ascoltato migliaia di cittadini, cercando di trovare soluzione ai loro problemi. In alcuni casi è stato possibile e in altri no. L’ho fatto, comunque, sempre con la consapevolezza di stare al servizio di tutti. Ho trascorso interi sabati e domeniche chiuso dentro il mio studio per incontrare chiunque lo chiedesse e lo rifarei perché la politica è passione e, soprattutto, amore. Mi sono assunto la responsabilità di tutto, finanche quella degli altri, così come dovrebbe fare chi ha la fortuna di ricoprire ruoli importanti». (r.rs.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

