Gerosolimo: fine di un’epoca

SULMONA. Andrea Gerosolimo, colui che ha dato la spallata finale all’ex giunta di Peppino Ranalli e ha riportato al voto i sulmonesi, si gode il proprio capolavoro politico. L’assessore regionale ha...
SULMONA. Andrea Gerosolimo, colui che ha dato la spallata finale all’ex giunta di Peppino Ranalli e ha riportato al voto i sulmonesi, si gode il proprio capolavoro politico. L’assessore regionale ha mandato al ballottaggio Annamaria Casini e a Prezza, con la moglie Marianna Scoccia, ha conquistato il Comune.
Che lettura dà al risultato di Sulmona?
«Questa prima tornata elettorale ha segnato un passaggio fondamentale ed epocale non solo a Sulmona ma in tutto il Centro Abruzzo. Il risultato è straordinario, visto che ci sono oltre 2.600 voti di differenza tra noi e Di Masci. Un risultato che sancisce la fine dell’epoca di chi ha amministrato questo territorio per 40 anni».
Il ballottaggio è solo una formalità?
«Assolutamente no. Per questo siamo pronti al dialogo con tutti. A cominciare dai quattro candidati esclusi dal ballottaggio. Loro dovranno essere parte integrante di questo processo di mutamento. E anche l’esperienza di Di Masci sarà fondamentale nella nuova consiliatura. Noi, nel frattempo, continueremo a fare quello che abbiamo fatto fino all’altro giorno: la gente ha compreso il messaggio mandato durante l’ultimo mese di campagna elettorale, un messaggio di rinnovamento, un messaggio progettuale».
E il suo ruolo in una possibile, futura amministrazione?
«Ci sarebbe una perfetta sintesi tra una donna come Annamaria Casini, tra i massimi esperti di fondi strutturali, e un assessore regionale al Lavoro, alla formazione e alle aree interne: risulterebbe un duo vincente per i prossimi anni per il rilancio della città e dell’intero comprensorio peligno».
Lei fa un appello all’unità dopo una campagna a dir poco aspra.
«È vero, ma è il momento di voltare pagina. Basta con le divisioni, con i veleni, vogliamo unire e non dividere. Siamo per il per e non per il contro. Lavoriamo per Sulmona».
Come giudica il risultato di Forza Italia?
«Significativo: testimoniano la loro presenza in questa città. Loro e Sel sono gli unici simboli politici».
Lei parla di unità, ma si ricordi che ha determinato la fine dell’amministrazione Ranalli.
«Più volte avevamo provato la strada del dialogo, ma siamo restati in minoranza durante i tre anni. Ed è evidente che non potevamo fare qualcosa di diverso. Ma la vera crisi è stata determinata dai consiglieri del Pd, Alessio Di Masci e Fabio Ranalli».
Il Pd a Sulmona esiste ancora?
«Quale Pd? Me lo devono spiegare. Ho visto Stefania Pezzopane venire qui in palese contraddizione con quelli che erano stati i dettami regionali. La senatrice ha sostenuto proprio loro (Di Masci, ndr) e non ho capito se lei è uscita dal Partito democratico».
Per lei una doppia vittoria, visto che sua moglie Marianna Scoccia è stata eletta sindaco di Prezza.
«Non c’entro niente con questa elezione. Il risultato di Prezza è stato costruito esclusivamente da Marianna e non mi sono minimamente interessato alla campagna elettorale. Mia moglie ha passione per la politica, è stata brava e si è fatta voler bene. Non posso che augurarle un buon lavoro».
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