Gerosolimo: ok a Tordera non trascuri le aree interne

L’AQUILA. Si susseguono le reazioni alla nomina di Rinaldo Tordera a direttore generale della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila. «Nella mia veste di componente il governo regionale», dichiara l’assessore...
L’AQUILA. Si susseguono le reazioni alla nomina di Rinaldo Tordera a direttore generale della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila. «Nella mia veste di componente il governo regionale», dichiara l’assessore regionale Andrea Gerosolimo, «esprimo sincero apprezzamento per la decisione collegiale in ragione della comprovata professionalità del dottor Tordera e, nel formulare i migliori auguri di buon lavoro, auspico che l’azione del nuovo management della Asl sia caratterizzata da costante e puntuale attenzione per il bisogno di salute dell’intera comunità provinciale. In relazione alla circostanza che la competenza della Asl 1 si dispiega su un territorio ampio ed articolato (di estensione pari a quasi la metà del territorio regionale), in qualità di titolare della delega alle aree interne, mi auguro che vengano salvaguardate le prerogative e le aspettative, in termini di tutela della salute, di tutte le aree che compongono la complessa collettività provinciale». Di tenore opposto il parere della senatrice Enza Blundo (Movimento 5 Stelle): «Sulla discutibile nomina di Rinaldo Tordera a direttore generale della Asl di L’Aquila depositerò un’interrogazione in Commissione Sanità, per chiedere al Ministro Beatrice Lorenzin di verificare urgentemente se la procedura di conferimento dell’incarico da parte del presidente D’Alfonso sia avvenuta in totale trasparenza e rispetto della normativa vigente. Le competenze di Tordera in ambito medico sono francamente difficili da individuare e inoltre il suo nome non rientra tra quelli inseriti nel preposto albo regionale, ma addirittura in quello della Regione Lombardia. Tutti elementi che, oltre a quello di essere attualmente amministratore delegato della municipalizzata Asm fanno pensare a una nomina non solo politica, ma anche di natura prettamente finanziaria ed economica, sicuramente poco ispirata da quella meritocrazia che dovrebbe invece essere unico requisito nelle nomine dei dirigenti pubblici».
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