Gestione dell’Interporto, sospesa la gara

14 Aprile 2022

La Regione autorizza la Croce rossa a utilizzare la struttura fino alla fine della guerra in Ucraina

AVEZZANO. Niente più gara per l’affidamento in gestione dell’Interporto di Avezzano, una delle storiche incompiute della Marsica, costata svariati milioni di euro, inaugurata più volte e mai aperta. La giunta della Regione Abruzzo, su proposta del presidente Marco Marsilio, ha deciso «la sospensione delle procedure di gara per l’affidamento in concessione della gestione del Centro smistamento merci della Marsica ad Avezzano di cui la Regione Abruzzo è proprietaria». La giunta ha quindi «autorizzato la permanenza e l’utilizzo da parte della Croce rossa italiana, fino alla cessazione dell’attuale crisi internazionale ed umanitaria determinata dalla guerra tra Russia e Ucraina». In passato la struttura aveva ospitato i profughi afgani ed era stata utilizzata per l’emergenza terremoto dell’Aquila prima e di Amatrice poi. Durante l’emergenza sanitaria alcuni amministratori locali avevano richiesto che vi fosse allestito un ospedale da campo in supporto della struttura sanitaria di Avezzano. Invece, poi, nel piazzale del Centro merci è stato allestito un drive-in per i tamponi molecolari di massa effettuati da un apposito personale della Asl. La mega-struttura alle porte di Avezzano occupa un’area di 450mila metri quadrati. Al suo interno ospita una palazzina direzionale, dieci capannoni prefabbricati, un piazzale con viabilità interna. Grazie alla sua posizione strategica vanta collegamenti importanti come l’autostrada e la superstrada del Liri, e ferroviari come la linea Roma-Pescara. Messa in cantiere un quarto di secolo fa e costata 40 milioni di euro di fondi pubblici (e inaugurata più volte) doveva dare linfa vitale allo sviluppo del territorio. L’Interporto di Avezzano è inserito anche nel più ampio progetto delle cosiddette Zone economiche speciali (Zes). Attualmente la struttura fa capo alla Croce rossa italiana ed è diventata punto di riferimento nazionale e internazionale nell’emergenza umanitaria innescata dall’invasione della Russia. Ce ne sono due nella Penisola, l’altra si trova a Palmanova, in Friuli. (p.g.)
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