Gestione emergenze sanitarie L’Aquila diventata un modello

15 Aprile 2019

L’AQUILA. «Ha tanto da insegnare il terremoto dell’Aquila: dopo quel sisma di dieci anni fa, la gestione sanitaria delle maxiemergenze ha una procedura precisa, divenuta un modello. E anche questo...

L’AQUILA. «Ha tanto da insegnare il terremoto dell’Aquila: dopo quel sisma di dieci anni fa, la gestione sanitaria delle maxiemergenze ha una procedura precisa, divenuta un modello. E anche questo rientra tra le cose fatte dopo il dramma, troppo spesso messo in ombra tra le tante ancora da fare, e per le quali il sindacato continuerà a fare la sua parte, in particolare sul tema della prevenzione».
È quanto emerso all’Aquila, nel corso della giornata di formazione su “Nuove teorie ed esperienze mediche nella gestione sanitaria della maxiemergenza”, promossa dalla Uil Fpl. A fare da padrone di casa il segretario Antonio Ginnetti, che ha spiegato il senso dell’iniziativa: «Per noi è decisivo rilanciare il tema della prevenzione, ancora troppo trascurata, ma prevenire costa meno che gestire la ricostruzione. Con l’investimento in prevenzione si mette in sicurezza il cittadino, si crea lavoro e si rilancia anche l’economia». Per il sindaco Pierluigi Biondi «bisogna evitare di fare come un medico che ogni mattina deve reinventarsi una cura per una malattia già studiata. Perché dopo tante tragedie continua a mancare una legge organica? Le esperienze per diventare modelli devono camminare sulle gambe delle persone. E negli enti pubblici manca il personale per farle camminare». Gli ha fatto eco Guido Liris, assessore regionale alle Aree interne: «Diciamo no al pianto sterile. C’è stato chi è andato via e chi invece è rimasto per convincere le prossime generazioni che la vita è ripartita da tempo». Tra gli interventi, anche quello di Michele Lombardo, segretario generale Uil Abruzzo, secondo cui «è importante chiedersi come creare le condizioni per bloccare la perdita di residenti. Come sindacato abbiamo voluto dare il nostro contributo per rilanciare il lavoro. E i fondi raccolti con Cgil, Cisl e Confindustria li abbiamo indirizzati a tale scopo».
«Dal sisma abbiamo imparato la necessità della calma e abbiamo strutturato protocolli a partire dall’esperienza maturata», ha detto Emiliano Petrucci, anestesista del San Salvatore, aggiungendo che «bisogna fare i conti con le risorse a disposizione, indirizzandole alla salvaguardia del maggior numero di vite umane».